L’inchiesta antiterrorismo che ha scosso Genova, culminata nell’arresto di sette individui sospettati di finanziare Hamas, assume contorni procedurali più complessi con il rafforzamento del pool di magistrati incaricati.
Il procuratore capo Nicola Piacente ha infatti deciso di affiancare al pm Marco Zocco, figura chiave nella conduzione delle indagini e nell’ottenimento delle misure cautelari restrittive, il sostituto procuratore Luca Monteverde.
Questa decisione strategica si prefigge di preparare adeguatamente l’accusa in vista del Riesame, una fase cruciale in cui le decisioni del giudice per le indagini preliminari (GIP) saranno sottoposte a un rigoroso esame di merito.
La nomina di Monteverde non è casuale.
La sua esperienza pregressa nel gruppo Economia della Procura della Repubblica, un’unità specializzata nell’analisi di flussi finanziari complessi e nella ricostruzione di patrimoni illeciti, si rivela particolarmente rilevante.
L’inchiesta, infatti, non si limita a contestare l’appoggio ideologico o logistico ad un’organizzazione terroristica, ma si concentra primariamente sull’aspetto finanziario, tracciando la provenienza e la destinazione dei fondi sospetti.
La competenza di Monteverde sarà fondamentale per disarticolare le reti di finanziamento, identificare i canali di provenienza del denaro e quantificare l’ammontare complessivo delle risorse trasferite.
Ricordiamo che lo stesso pm ha contribuito in passato alla complessa inchiesta sulla corruzione che ha coinvolto figure di spicco della politica e dell’imprenditoria ligure, culminata con patteggiamenti che hanno segnato un momento significativo nella storia giudiziaria regionale.
Parallelamente, le difese dei soggetti arrestati, ad eccezione dei due indagati irreperibili all’estero, hanno formalizzato il ricorso al Tribunale del Riesame, contestando la legittimità delle misure cautelari disposte dalla GIP.
L’udienza, la cui data precisa è ancora da definire, rappresenta un passaggio fondamentale per valutare la sussistenza dei presupposti che hanno giustificato la custodia cautelare.
Il Riesame dovrà esaminare attentamente le prove raccolte dalla Procura, verificando se siano sufficienti a dimostrare la gravità dei reati contestati, il pericolo di fuga o di inquinamento probatorio.
Il ricorso solleva questioni di diritto e di merito che potrebbero portare a una revisione delle misure restrittive, sebbene l’approvazione del pm Zocco e la nuova presenza di Monteverde dimostrino una ferma volontà di sostenere l’azione penale.
L’esito di questa fase determinerà, in larga misura, il corso successivo delle indagini e l’eventuale processo.






