La comunità genovese si è raccolta oggi, in un commosso e sobrio rito laico, per celebrare la vita di Stefano Kovac, figura di spicco nel panorama culturale e sociale della città.
La cerimonia, tenutasi al Cap, via Albertazzi, ha visto la partecipazione di un vasto pubblico, testimonianza dell’impatto profondo che Kovac, scomparso il 28 novembre a seguito di una prolungata malattia, ha lasciato nel tessuto urbano.
La Sindaca Silvia Salis, con parole dense di emozione e rispetto, ha tracciato un ritratto di Kovac che ne ha esaltato non solo il contributo alla cultura, ma soprattutto il suo instancabile impegno a favore dei più vulnerabili e marginalizzati.
Più che un semplice intellettuale, Kovac si è rivelato un osservatore acuto e impassibile delle dinamiche sociali, un punto di riferimento per chi aspirava a una Genova più giusta e inclusiva.
“Stefano ci ha lasciato una eredità immensa, un’eredità fatta di sguardo attento, di impegno concreto, di una profonda umanità,” ha dichiarato la Sindaca.
“Ho avuto il privilegio di conoscerlo e di confrontarmi con lui, e ho sempre apprezzato la sua capacità di dirmi le cose con franchezza, senza filtri, spingendomi a non chiudere gli occhi di fronte alla crescente povertà e al disagio che affliggono la nostra città.
“Kovac non si limitava a denunciare le problematiche sociali; le affrontava con coraggio e pragmatismo, proponendo soluzioni innovative e promuovendo l’azione concreta.
Il suo approccio, spesso scomodo e pungente, ha stimolato un dibattito costruttivo e ha mobilitato risorse a favore delle fasce più deboli della popolazione.
La Sindaca ha sottolineato come l’associazionismo, il motore pulsante dell’impegno civile a Genova, sia chiamato a raccogliere la sua testimonianza, a portare avanti i valori che ha incarnato.
“Le figure come Stefano non svaniscono nel nulla; continuano a vivere nel lavoro che compiamo ogni giorno, nell’impegno che mettiamo in ogni iniziativa, nella passione che ci guida,” ha affermato, annunciando una commemorazione ufficiale in Consiglio Comunale per onorare la sua memoria.
L’eredità di Kovac, più che una semplice eredità culturale, rappresenta un monito: quello di non cedere all’indifferenza, di non voltare le spalle a chi soffre, di lottare per una società più equa e solidale.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma il suo esempio continuerà a ispirare l’impegno di chi crede in un futuro migliore per Genova.

