Irregolarità nel commercio del tonno rosso: sanzioni da 64.000 euro

Un’operazione congiunta della Circomare di Santa Margherita Ligure, guidata dal Comandante TV Donato Florio, ha portato alla luce un quadro preoccupante all’interno di un’attività di ingrosso ittico con sede nella zona di Sestri Levante, innescando un’indagine che ha portato all’elevazione di sanzioni per un valore complessivo di 64.000 euro.

L’intervento, focalizzato sulla rigorosa applicazione delle normative relative alla tracciabilità dei prodotti ittici, ha evidenziato gravi irregolarità nella gestione di specie particolarmente sensibili, tra cui il prezioso Tonno Rosso, il cui commercio è soggetto a controlli particolarmente stringenti e protocolli specifici a livello europeo.

L’attività di controllo non si è limitata a un’ispezione formale, ma ha comportato un’analisi approfondita e incrociata della documentazione commerciale, un esame dettagliato che ha rivelato una serie di omissioni significative.
In particolare, è emersa una lacuna critica: la mancata registrazione di operazioni di vendita, un’anomalia che ha compromesso la continuità della catena di tracciabilità.
Quest’ultima rappresenta un pilastro imprescindibile per la legalità della commercializzazione del pesce e, soprattutto, per la salvaguardia del consumatore finale, garantendo la provenienza, la freschezza e la qualità del prodotto offerto.

La gravità delle irregolarità riscontrate ha portato all’applicazione di 12 sanzioni amministrative nei confronti dell’impresa di ingrosso, per un valore complessivo di 32.000 euro.

Queste sanzioni non costituiscono un punto di arrivo, ma rappresentano solo la prima fase di un’indagine più ampia, che si estende anche agli acquirenti coinvolti nella filiera.

A questi ultimi, infatti, sarà contestata la medesima violazione, comportando l’irrogazione di ulteriori sanzioni amministrative per un ammontare pari a 32.000 euro.
L’operazione sottolinea la crescente attenzione delle autorità marittime nel contrasto a pratiche commerciali illecite nel settore ittico, un ambito particolarmente vulnerabile a fenomeni di pesca illegale, frodi alimentari e compromissione della sostenibilità delle risorse marine.
La tracciabilità non è solo un obbligo legale, ma un imperativo etico e ambientale, che richiede un impegno costante da parte di tutti gli attori della filiera, dai pescatori ai distributori, per garantire la trasparenza, la sicurezza e la responsabilità sociale del settore.

L’azione dimostra l’importanza di controlli mirati e approfonditi per tutelare la legalità, la salute pubblica e la preservazione dell’ecosistema marino.

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