Licenziate in sciopero: la Filcams CGIL denuncia sopruso al Novotel

Un atto di repressione che squarcia il tessuto della legalità e dei diritti dei lavoratori: venti addette alle pulizie, impiegate tramite una cooperativa appaltatrice presso l’hotel Novotel di Genova, si ritrovano improvvisamente licenziate a seguito di uno sciopero.

La denuncia, sollevata dalla Filcams CGIL, dipinge un quadro allarmante di sfruttamento e di un sistema che punisce chi rivendica il proprio diritto al pagamento.
La lettera di licenziamento, ricevuta dal sindacato nel tardo pomeriggio, annuncia una misura drastica e sproporzionata, apparentemente motivata dalla partecipazione delle lavoratrici allo sciopero indetto dalla stessa Filcams CGIL.
La ragione originaria dello sciopero risiede nel ritardo sistematico nell’erogazione degli stipendi, una violazione flagrante dei diritti fondamentali garantiti per legge.

“Questo non è un licenziamento per giusta causa, ma un vero e proprio sopruso,” dichiara il segretario della Filcams CGIL Genova, Maurizio Fiore, sottolineando l’assurdità della situazione.
“Le dipendenti avevano ogni diritto di protestare per la mancata retribuzione, e la risposta dell’azienda è stata quella di punirle, creando un paradosso sconcertante: non solo non vengono pagate, ma vengono licenziate se osano manifestare la propria insoddisfazione.

“L’azione dell’azienda, lungi dall’essere una decisione ragionata, si configura come una chiara intimidazione nei confronti delle lavoratrici e di tutta la categoria.
Rappresenta un tentativo di silenziare le voci che denunciano condizioni di lavoro inaccettabili e di scoraggiare qualsiasi forma di rivendicazione sindacale.

La Filcams CGIL ha immediatamente contestato il licenziamento, avviando le pratiche legali necessarie per tutelare le lavoratrici.

In segno di protesta e per sensibilizzare l’opinione pubblica, il sindacato organizzerà un presidio davanti all’hotel Novotel di Genova Sampierdarena a partire dalle ore 9:30 di domani.
L’obiettivo è quello di denunciare pubblicamente un comportamento irresponsabile e di rivendicare il rispetto dei diritti del lavoro, soprattutto per le categorie più vulnerabili.
Questo caso solleva interrogativi profondi sul sistema di appalti e sulla necessità di rafforzare i controlli per garantire che le aziende rispettino le leggi e i contratti collettivi.

La vicenda del Novotel di Genova diventa un campanello d’allarme, invitando a riflettere sulla dignità del lavoro e sulla responsabilità sociale delle imprese.
La lotta per la giustizia salariale e per il diritto di protestare non può essere soffocata dalla paura di ritorsioni.

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