Liguria, focus sui consumi: spesa media a 2.763 euro nel 2024.

Nel corso del 2024, l’analisi delle abitudini di consumo delle famiglie liguri, condotta dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), offre un quadro complesso e interessante rispetto alle dinamiche economiche regionali e nazionali.
La spesa media mensile per consumi, rilevata a 2.763 euro, posiziona la Liguria in una fascia intermedia: leggermente superiore alla media nazionale (2.755 euro) ma sensibilmente inferiore a quella del Nord Ovest, che si attesta a 2.973 euro.
Questa discrepanza suggerisce una disparità nella capacità di spesa tra le diverse aree geografiche del paese, probabilmente influenzata da fattori come il reddito disponibile, la struttura occupazionale e il costo della vita.
La ripartizione tra spese non alimentari (che rappresentano un peso preponderante dell’82,6% sul totale) e alimentari (17,4%) evidenzia un orientamento verso beni e servizi diversificati, che riflette un modello di consumo maturo e attento alla qualità della vita.
La Liguria si colloca al decimo posto nella classifica regionale per spesa complessiva, un dato che sottolinea una robustezza economica, pur mantenendo una distanza considerevole dalla regione più virtuosa, Trentino-Alto Adige (3.584 euro), e una differenza marcata rispetto alla regione meno spendacciona, la Puglia (1.999 euro).

Queste differenze, che traducono un divario quasi del 40%, delineano un panorama economico regionale eterogeneo, segnato da significative disuguaglianze territoriali.
Un’analisi più dettagliata della composizione della spesa rivela la centralità dell’alloggio e dei servizi connessi, che assorbono ben il 40% del budget familiare.
Questo dato, particolarmente elevato, è ulteriormente scomponibile: il 24,8% è destinato primariamente agli affitti, indicando una situazione abitativa che, per una quota rilevante delle famiglie, si basa sull’affitto piuttosto che sulla proprietà.

La spesa per i trasporti (8,4%) sottolinea l’importanza della mobilità, probabilmente legata alla conformazione geografica della regione e alla necessità di spostamenti per lavoro o per tempo libero.

La salute (5,2%) riflette una crescente attenzione al benessere e alla prevenzione, mentre la voce relativa alle bevande alcoliche e tabacchi (1,6%), pur presente, risulta relativamente contenuta.
Sorprendentemente, la spesa per l’istruzione (solo lo 0,7%) appare marginale, sollevando interrogativi sull’investimento nel capitale umano e sulle opportunità formative a disposizione delle famiglie liguri.
L’esame complessivo suggerisce una spesa focalizzata sulla necessità primaria dell’alloggio, con una minore propensione a investire in aree come l’istruzione, pur segnalando una solida capacità di spesa complessiva e un orientamento verso beni e servizi di qualità.

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