L’efficienza e la qualità dell’assistenza ai pazienti con dipendenze in Italia presentano un quadro regionale eterogeneo, come rivela un’analisi approfondita condotta dalla Fondazione Gimbe.
Nel 2023, la Liguria si distingue per una gestione particolarmente efficace, con un rapporto medio di 16,8 pazienti per operatore nei Servizi per le Dipendenze (SerD), un valore significativamente inferiore alla media nazionale di 24,1.
Questo dato colloca la Liguria al terzo posto a livello regionale, superata solamente dalla Provincia Autonoma di Bolzano (15,8 pazienti/operatore) e dalla Valle d’Aosta (16,5 pazienti/operatore).
In contrasto, regioni come Marche, Abruzzo e Lazio mostrano un carico di lavoro più elevato, con rapporti che superano i 30 pazienti per operatore, raggiungendo picchi preoccupanti in Umbria (37 pazienti/operatore), indicando un potenziale impatto negativo sulla continuità delle cure e sulla personalizzazione degli interventi.
I SerD, pilastri dell’assistenza ambulatoriale, forniscono una gamma diversificata di interventi, che spaziano da programmi terapeutico-riabilitativi a trattamenti farmacologici specifici per diverse forme di dipendenza, inclusi l’uso di sostanze stupefacenti, l’alcol e il gioco d’azzardo patologico.
L’offerta si estende al sostegno dei familiari, attraverso consulenza e assistenza specialistica, sia di natura medica che psicologica, riconoscendo l’importanza di un approccio integrato e centrato sulla persona.
La Liguria si distingue particolarmente nell’organizzazione dei servizi di primo livello, caratterizzati da un’elevata accessibilità tramite unità mobili, centri “drop-in” e centri di prima accoglienza.
Queste strutture si rivolgono in particolare a quelle fasce di popolazione più vulnerabili e difficilmente raggiungibili attraverso i canali tradizionali, contribuendo a ridurre le barriere all’accesso alle cure.
Nel 2024, la Liguria registra un tasso di 0,5 servizi di primo livello ogni 100.000 abitanti tra i 15 e i 74 anni, un valore superiore alla media nazionale (0,4), testimoniando un impegno regionale verso un’offerta di servizi capillare e inclusiva.
Tuttavia, emergono anche aree di miglioramento.
Il numero di servizi ambulatoriali per 100.000 abitanti nella regione (2,1) si posiziona al di sotto della media nazionale (2,6), suggerendo la necessità di ulteriori investimenti e di un potenziamento dell’offerta in termini di risorse umane e infrastrutture.
Questa disparità potrebbe limitare la capacità di rispondere adeguatamente alle crescenti esigenze della popolazione.
I servizi residenziali e semi-residenziali, cruciali per la presa in carico di pazienti con bisogni complessi, integrano le attività ambulatoriali, offrendo programmi assistenziali diversificati e percorsi personalizzati.
La Liguria, in questo ambito, mostra un tasso di 2,7 servizi ogni 100.000 abitanti tra i 15 e i 74 anni, superando la media nazionale (2,1), indicando una maggiore disponibilità di strutture dedicate a questo tipo di intervento.
L’analisi complessiva evidenzia come l’organizzazione dei Servizi per le Dipendenze richieda un’attenta valutazione regionale, al fine di garantire un’assistenza equa, efficace e centrata sulle esigenze specifiche dei pazienti, promuovendo al contempo la salute pubblica e il benessere sociale.
Un approccio basato sulla condivisione di buone pratiche e sull’ottimizzazione delle risorse potrebbe contribuire a ridurre le disuguaglianze e a migliorare la qualità della vita delle persone affette da dipendenze in tutta Italia.







