La recente perturbazione atmosferica, annunciata da giorni, si è materializzata in una violenta mareggiata che sta mettendo a dura prova le coste del Levante ligure.
La furia del mare, alimentata da venti di scirocco intensi e un’elevata increspatura, ha causato disagi diffusi e messo a rischio infrastrutture e attività economiche.
Il Comune di Sestri Levante, in particolare, ha reagito con misure di emergenza, chiudendo al pubblico il parcheggio di San Anna, un’area cruciale per il turismo balneare, e l’intero lungomare De Scalzi, uno dei simboli della città, unitamente a via Queirolo, attualmente sommersa da detriti marini e acqua stagnante.
Queste decisioni, seppur impopolari, mirano a garantire la sicurezza dei cittadini e dei visitatori, prevenendo potenziali rischi legati all’instabilità del terreno e al crollo di strutture esposte.
La situazione è resa ancora più critica dalla profonda frustrazione e preoccupazione della comunità dei pescatori professionisti.
Costretti a trascorrere una notte insonne, monitorando con angoscia l’evoluzione del fenomeno, i pescatori lamentano l’insufficienza e la precarietà del piccolo approdo locale.
La risacca, l’inversione del flusso d’acqua che si propaga verso l’interno, ha innalzato i livelli idrici ben al di sopra della banchina portuale, minacciando direttamente le imbarcazioni, le reti da pesca, le attrezzature indispensabili per il sostentamento di intere famiglie.
Questo evento non è un’anomalia, ma la manifestazione tangibile di una problematica strutturale che affligge la costa ligure.
L’erosione costiera, accelerata dai cambiamenti climatici e dall’aumento della frequenza e dell’intensità delle tempeste, sta mettendo a rischio l’equilibrio dinamico tra terra e mare.
La fragilità delle infrastrutture portuali, spesso inadatte a resistere a eventi meteorologici estremi, esacerba ulteriormente la vulnerabilità del settore ittico, un pilastro dell’economia locale e del patrimonio culturale ligure.
La gestione dell’emergenza richiede non solo interventi immediati per mitigare i danni, ma anche una riflessione più ampia sulla necessità di investimenti a lungo termine in opere di difesa costiera, in un potenziamento delle infrastrutture portuali e in misure di adattamento ai cambiamenti climatici.
La resilienza della costa ligure e la tutela delle attività economiche legate al mare dipendono dalla capacità di affrontare con determinazione e lungimiranza le sfide poste dall’azione sempre più intensa del mare.

