Il Mediterraneo centrale e occidentale, cruciale crocevia di migrazioni e habitat per cetacei e tartarughe marine, sta rivelando il suo volto attraverso un’ambiziosa iniziativa di ricerca e conservazione.
Il progetto europeo Life Conceptu Maris, sviluppatosi tra il 2022 e il 2025, ha generato un corpus significativo di dati: oltre 4.150 osservazioni dirette di cetacei e 2.198 di tartarughe marine.
Un dato particolarmente rilevante è la concentrazione di queste osservazioni all’interno del Santuario Pelagos, un’area protetta che si estende tra Liguria, Corsica e Francia, dove quasi la metà delle rilevazioni ha avuto luogo.
L’obiettivo primario di Life Conceptu Maris, come sottolinea Antonella Arcangeli, responsabile scientifica del progetto presso l’Ispra, trascende la semplice mappatura delle aree di presenza attuale.
La ricerca si focalizza sull’identificazione di habitat potenzialmente idonei, anche laddove i dati sono ancora frammentari.
Questa prospettiva predittiva è essenziale per anticipare i cambiamenti ambientali e garantire la resilienza delle popolazioni di cetacei e tartarughe.
L’integrazione dei risultati del 2025 fornirà una base solida per la pianificazione di interventi di tutela mirati e proattivi, capaci di rispondere alle crescenti pressioni antropiche.
Il progetto si distingue per un approccio innovativo: l’utilizzo dei traghetti, vere e proprie piattaforme mobili di ricerca, consente di coprire vaste aree geografiche in modo efficiente ed economicamente sostenibile.
L’iniziativa non si limita al monitoraggio della fauna, ma estende la sua attenzione alla quantificazione dei rifiuti marini e all’analisi del traffico navale, fattori di disturbo e potenziale pericolo per gli animali marini.
Un elemento cruciale è l’analisi dell’acqua, alla ricerca di tracce di DNA ambientale (eDNA), una tecnica all’avanguardia che permette di rilevare la presenza di specie anche in assenza di osservazioni dirette, offrendo una visione più completa della biodiversità presente.
La salvaguardia del Santuario Pelagos e dell’intero Mediterraneo richiede un impegno collaborativo.
Per questo motivo, Life Conceptu Maris include un programma intensivo di formazione per il personale di bordo dei traghetti, con l’obiettivo di ridurre il rischio di collisioni tra navi e grandi cetacei.
A oggi, sono stati formati 246 marittimi, addestrati a riconoscere i segnali di presenza di questi animali e a mettere in atto procedure di mitigazione del rischio, promuovendo una cultura della sostenibilità e della responsabilità ambientale all’interno del settore del trasporto marittimo.
L’estensione del monitoraggio ai settori meridionali ed orientali del Mediterraneo, prevista per il futuro, consoliderà ulteriormente la portata e l’impatto del progetto, contribuendo a una gestione più efficace e sostenibile delle risorse marine.

