Milano: Mille in piazza per gli arrestati e la solidarietà palestinese

Un corteo composto da circa mille persone si è levato da Milano, precisamente da via Giacosa nel quartiere est, dando inizio a una vibrante espressione di protesta.

L’evento, promosso da un ampio fronte di associazioni e collettivi, si è focalizzato sulla questione degli arresti dei membri dell’associazione benefica “Abspp” (Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese), accusati dalla magistratura genovese di aver finanziato Hamas.

Il corteo ha espresso un forte momento di commozione e riconoscimento davanti alla sede di via Venini, oggi sotto sequestro, della “Cupola d’Oro”, un’organizzazione direttamente coinvolta nelle indagini.
Questo luogo, un tempo simbolo di attività umanitarie, ora rappresenta un punto cruciale in un caso che ha sollevato interrogativi profondi sulle modalità di controllo delle associazioni di solidarietà e sulle possibili implicazioni per la libertà di espressione e di azione.

Gli striscioni e le voci dei manifestanti hanno ripetuto con forza i nomi di Mohammad, Raed, Yaser, Khalil, Anan, Ali, Mansour e tutti coloro che, secondo i promotori della protesta, sono ingiustamente accusati di aver tradito la loro identità palestinese attraverso atti di solidarietà.

La preoccupazione è stata espressa in merito al trasferimento in carceri di massima sicurezza, in condizioni di rigido isolamento, che impediscono anche i contatti con i propri familiari: Mohammad Hannoun a Terni, Raed e Yaser a Ferrara, e Albustanji in Calabria.
Questo, secondo i manifestanti, configura una misura punitiva sproporzionata e volta a soffocare ogni forma di dissenso e di supporto alla popolazione palestinese.
“Dovunque voi siate, siamo e saremo al vostro fianco, senza arretrare nella solidarietà,” è stato il grido unanime che ha risuonato durante la manifestazione, sottolineando un impegno incondizionato verso i perseguitati.
L’azione di protesta non si configura solo come un supporto immediato agli individui coinvolti, ma anche come una denuncia più ampia contro un clima di sospetto e repressione che, secondo i promotori, colpisce le realtà che si impegnano a favore dei diritti umani e alla difesa del popolo palestinese.

L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva di una rete eterogenea di organizzazioni, tra cui l’Associazione Palestinesi in Italia, il CSA Vittoria, Cobat, USB, SI Cobas, Udap – Unione Democratica Araba Palestinese, Giovani Palestinesi, la Comunità Palestinese di Lombardia, Cs Cantiere, Cambiare Rotta e diverse altre realtà provenienti dal mondo dell’antagonismo sociale.

Questa ampia coalizione testimonia la sensibilità diffusa e la preoccupazione condivisa riguardo alle implicazioni di questa vicenda, che tocca temi cruciali come la legalità, la giustizia, la libertà di espressione e il diritto alla solidarietà internazionale.

La manifestazione si propone di mantenere alta l’attenzione pubblica sul caso e di continuare a sostenere gli accusati, rivendicando il diritto di agire in favore del popolo palestinese senza timori o discriminazioni.

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