La vicenda giudiziaria relativa alla tragica morte del promoter genovese Vincenzo Spera si è conclusa con un accordo di patteggiamento, comminando un anno e sei mesi di reclusione al giovane di diciotto anni responsabile dell’incidente.
La chiusura del processo segue un complesso iter, segnato da lunghe trattative e dall’intervento della Consap, che aveva inizialmente bloccato la via dell’intesa.
Un elemento cruciale è stato il risarcimento economico, complessivamente di un milione e cinquecentomila euro, destinato alla moglie, ai due figli minori, ai due fratelli e ai tre nipoti della vittima.
L’evento si è verificato in una sera di marzo, caratterizzata da precipitazioni intense, in corso Magenta, nel quartiere Castelletto di Genova.
Il giovane, diretto a un allenamento di calcio e difeso dagli avvocati Nicola Scodnik e Carlo Contu, ha investito Spera mentre quest’ultimo stava attraversando la strada sulle strisce pedonali.
L’impatto provocò il ricovero del responsabile in ospedale, il quale ha sempre riferito di essere venuto a conoscenza della gravità dell’accaduto solo al risveglio nel pronto soccorso.
L’alcol e le sostanze stupefacenti sono stati esclusi come fattori contributivi, ma le condizioni atmosferiche avverse – in particolare il buio e l’acqua che riduceva la visibilità sul parabrezza del motociclo – hanno giocato un ruolo significativo.
Sebbene il giovane non stesse procedendo ad alta velocità, e avesse teoricamente il tempo di frenare, la consulenza tecnica d’ufficio, affidata all’ingegner Marco Sartini, ha rilevato l’assenza di segni di frenata, elemento che supportava la versione fornita dal responsabile.
La decisione di procedere al risarcimento, in combinazione con la rinuncia alla costituzione di parte civile da parte dei familiari di Spera (assistiti dagli avvocati Cesare e Francesca Manzitti), ha aperto la strada al patteggiamento, una scelta che ha permesso al giovane di negoziare con la giudice per l’udienza preliminare Carla Pastorini una pena più mite rispetto a quella che avrebbe potuto derivare da un processo ordinario.
La vicenda solleva, oltre alle implicazioni legali, riflessioni profonde sulla responsabilità individuale, le condizioni ambientali e la percezione del rischio nella guida, con particolare attenzione alle conseguenze devastanti che un istante di disattenzione può comportare.

