L’azienda edile Rcm, impegnata nell’appalto cruciale per il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri di Genova Sestri Ponente, si vede costretta a respingere con fermezza e chiarezza una narrazione distorta e profondamente lesiva della propria immagine, veicolata attraverso comunicati stampa diffusi dalla Fillea Cgil Genova.
L’asserzione secondo cui un delegato sindacale sarebbe stato licenziato a seguito di presunti problemi di sicurezza, fabbricata ad arte per giustificare una contestazione del licenziamento stesso, è una grave calunnia.
La vicenda, come l’azienda ha documentato dettagliatamente, si configura come un tentativo manipolatorio volto a erigere una pretestuosa base per la contestazione del licenziamento.
Il lavoratore, regolarmente licenziato per giusta causa, ha agito in modo preordinato per auto-generare elementi a supporto di una successiva impugnazione, sfruttando il ruolo sindacale per amplificare la sua azione.
La Cgil è accusata di aver diffuso informazioni del tutto infondate, inclusa la pretesa che il lavoratore avesse precedentemente segnalato problematiche di sicurezza.
Tali allegazioni, prive di qualsiasi prova concreta, rivelano una volontà di distorcere la realtà e screditare l’azienda.
L’accusa più grave, quella di aver licenziato il lavoratore a causa di una patologia preesistente, è definita non solo infondata, ma anche irrispettosa, data la notifica formale, avvenuta tramite PEC il 12 dicembre 2025, che illustrava i veri motivi del licenziamento.
Questi motivi, ben documentati e comunicati, si basano esclusivamente sulla rottura del rapporto fiduciario, conseguente a gravi comportamenti messi in atto dal dipendente in data 11 dicembre 2025 e puntualmente contestati attraverso un procedimento disciplinare.
Rcm sottolinea la gravità di tali affermazioni diffamatorie e chiede con urgenza una rettifica immediata e pubblica da parte della Cgil, affinché si riconosca l’infondatezza delle notizie diffuse.
L’azienda esprime altresì la richiesta di revocare lo sciopero preannunciato e il presidio, attualmente in programma presso i cancelli del cantiere, poiché si configurano come azioni basate su informazioni false e finalizzate a creare disagi ingiustificati e a danneggiare l’operatività di un progetto di fondamentale importanza per l’economia locale e nazionale.
L’azienda ribadisce il proprio impegno a garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso, nel pieno rispetto delle normative vigenti, e confida in una rapida risoluzione della questione attraverso il dialogo costruttivo e la trasparenza.

