Sarzana Capitale Cultura 2028: un’Impavida sfida per l’Italia.

Sarzana, città dalle dimensioni contenute ma animata da un’indole audace, aspira a incarnare un nuovo paradigma di sviluppo culturale, candidandosi a Capitale Italiana della Cultura 2028.

Il dossier “Impavida”, che ne fa da manifesto, non si limita a una mera aspirazione, ma si configura come la cristallizzazione di un percorso deliberato e condiviso, volto a trasformare il territorio attraverso la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio immateriale e materiale.
L’immagine iconica del Martin Pescatore, simbolo indissolubilmente legato alla storia marinara e all’identità sarzanese, ne rappresenta l’anima resiliente e proiettata verso il futuro.
La candidatura, frutto di una sinergia inedita, coinvolge un ampio consorzio: venticinque comuni limitrofi, un ventaglio di istituzioni pubbliche e private, importanti realtà culturali, cinque atenei e una miriade di associazioni locali.

Questo tessuto collaborativo, orchestrato dall’esperienza del direttore Umberto Croppi, testimonia la volontà di un’intera comunità di abbracciare un progetto ambizioso e condiviso.
Il cuore pulsante della candidatura risiede in un piano di investimenti robusto, stimato in oltre settanta milioni di euro, destinato a una profonda rigenerazione urbana e al potenziamento delle infrastrutture culturali.
Tra gli interventi strategici si segnalano la riqualificazione delle Fortezze Firmafede e Sarzanello, sostenuti dal Ministero della Cultura, e lo sviluppo della Ciclovia Tirrenica, arteria verde che collegherà la città al resto del territorio ligure e toscano.

Questi interventi non si configurano come eventi isolati, bensì come catalizzatori di processi di trasformazione più ampi, volti a rivitalizzare il tessuto sociale ed economico.

La visione di Sarzana si proietta oltre i confini locali, mirando a offrire risposte concrete a sfide complesse che affliggono il Paese: contrasto allo spopolamento dei borghi minori, gestione sostenibile dell’overtourism, promozione di un turismo esperienziale e responsabile.
Sarzana si propone come laboratorio di innovazione sociale, capace di coniugare la tutela del patrimonio storico-artistico con la promozione di nuove opportunità per i giovani, attraverso la creazione di laboratori creativi, spazi di coworking e programmi di formazione professionale.
La posizione geografica di Sarzana, incrocio cruciale tra la Via Francigena, antica via di pellegrinaggio, e la Via della Costa, storica via commerciale, ne amplifica il ruolo di ponte culturale tra il Nord e il Sud Italia, tra la montagna e il mare.
La candidatura non è solo una vetrina per la città, ma un’opportunità per riaffermare il ruolo strategico dei piccoli centri nella costruzione di un futuro più equo e sostenibile per l’Italia, un futuro dove la cultura sia motore di sviluppo, inclusione e resilienza.

L’attesa del verdetto ministeriale, previsto per il 20 gennaio, si preannuncia carica di speranza e di fiducia.

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