Nel cuore di Savona, un capitolo doloroso si chiude con l’arresto di un uomo di 56 anni, eseguito ieri sera dalla Polizia di Stato.
L’operazione, gravissima e sconvolgente per la comunità, ha visto il ripristino di una sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Savona, a seguito del fallimento di un ricorso in Cassazione.
L’uomo dovrà scontare una pena di nove anni e sei mesi di reclusione, un peso significativo per i crimini efferati che ha commesso.
I fatti risalgono agli anni compresi tra il 2011 e il 2014.
Un periodo oscuro, celato fino al 2021, quando un’indagine meticolosa, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Savona, ha portato alla luce una realtà agghiacciante.
La svolta cruciale è derivata da una segnalazione, un atto di coraggio e responsabilità da parte dell’ex compagna dell’uomo, la quale, insospettita da comportamenti anomali e da dettagli inquietanti emersi durante le sue assenze, ha intrapreso un percorso investigativo che ha portato alla luce l’orribile verità: l’abuso sessuale perpetrato nei confronti della figlia minore.
L’indagine, delicata e complessa per la necessità di tutelare la vittima e raccogliere prove inequivocabili, ha richiesto un approccio sensibile e professionale da parte degli investigatori.
La ricostruzione dei fatti si è rivelata un percorso arduo, costellato di ostacoli e momenti di profonda sofferenza.
La Squadra Mobile ha operato con la massima riservatezza, garantendo la sicurezza e l’assistenza psicologica alla giovane vittima, riconoscendo la fragilità e il trauma subito.
L’uomo, individuato e localizzato prontamente dai poliziotti della Squadra Mobile a seguito dell’emissione dell’ordine di carcerazione, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo.
Questo arresto rappresenta non solo l’adempimento di una sentenza di giustizia, ma anche un monito severo contro ogni forma di violenza, in particolare quella perpetrata ai danni dei più vulnerabili.
Il caso solleva interrogativi profondi sulla protezione dei minori e sulla necessità di rafforzare i sistemi di allerta precoce per prevenire simili tragedie.
La comunità di Savona è chiamata a sostenere la vittima e a lavorare per un futuro in cui i bambini possano crescere in un ambiente sicuro e protetto, libero dalla paura e dall’abuso.
L’evento lascia un segno indelebile e riaccende il dibattito sulla responsabilità genitoriale e sul ruolo della società nella tutela dei diritti fondamentali dei più giovani.








