La tragica vicenda che ha visto coinvolto un giovane a La Spezia, un evento che ha spezzato la quiete di una comunità, ci pone di fronte a una profonda riflessione sullo stato emotivo e psicologico delle nuove generazioni.
La professoressa Laura Dalla Ragione, psichiatra e docente al Campus Biomedico di Roma, esperta riconosciuta nel trattamento dei disturbi alimentari e consulente per la Regione Umbria, ci offre una prospettiva clinica cruciale, andando oltre la semplice condanna dell’atto violento.
La professoressa Dalla Ragione sottolinea come l’episodio non sia un evento isolato, ma la manifestazione acuta di un disagio latente, un malessere che serpeggia sotto la superficie del quotidiano adolescenziale.
Si tratta di un disagio amplificato da una complessa rete di fattori, che spaziano dalle difficoltà di gestione degli impulsi, tipiche dell’età, alla mancanza di riferimenti valoriali solidi, fino a un’incomprensione profonda del significato stesso di libertà e responsabilità.
I giovani, paradossalmente, faticano a conciliare l’aspirazione all’autonomia con la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni.
L’impatto della pandemia di Covid-19 ha agito da acceleratore, esacerbando preesistenti fragilità.
L’aumento di disturbi alimentari, ansia, autolesionismo, bullismo e abuso di alcol non sono fenomeni casuali, ma segnali inequivocabili di un disagio più radicato.
Le statistiche dell’Istat, con i loro numeri agghiaccianti – trecento adolescenti che si tolgono la vita ogni mese – impongono un’azione urgente e mirata.
È innegabile il ruolo dei social media, che durante la pandemia hanno rappresentato un’ancora di salvezza, garantendo un contatto virtuale prezioso.
Tuttavia, questa connessione apparente ha paradossalmente generato un senso di solitudine ancora più profondo, intrappolando i giovani in una “terra di nessuno” emotiva.
La professoressa Dalla Ragione solleva un interrogativo scomodo: abbiamo forse creato una generazione che, pur ricevendo tutto, è priva di radici e di un senso di appartenenza?La difficoltà risiede anche nella risposta delle istituzioni educative e familiari.
Scuola e famiglia, tradizionalmente considerate come pilastri di supporto, si trovano impreparate a fronteggiare una crisi di tale portata, manchevole di strumenti e risorse adeguate.
Il libro “Disagio e comportamenti a rischio in adolescenza”, pubblicato da Mondadori, rappresenta un tentativo di offrire una chiave di lettura e di intervento, frutto dell’esperienza clinica della professoressa Dalla Ragione.
La presentazione del libro a Città di Castello offre un’opportunità per avviare un dibattito costruttivo, coinvolgendo esperti, educatori, genitori e, soprattutto, i giovani stessi.
È necessario abbandonare le superficialità e affrontare le cause profonde di questo malessere, promuovendo un’educazione emotiva che favorisca la resilienza, l’autoconsapevolezza e la capacità di chiedere aiuto.
Non si tratta solo di “disarmare” i ragazzi nella mente, ma di ricostruire un tessuto sociale in cui i giovani possano sentirsi ascoltati, compresi e valorizzati.
È un imperativo etico e un investimento nel futuro del nostro Paese.

