Avdeeva al Carlo Felice: Sostakovic e Chopin, un concerto sublime.

La stagione concertistica del Carlo Felice ha ospitato ieri sera un recital pianistico di eccezionale profilo, con Yulianna Avdeeva protagonista di un percorso musicale che ha saputo coniugare l’eloquenza di Sostakovic con la poetica di Chopin. La performance della pianista, vincitrice del prestigioso Premio Chopin di Varsavia nel 2010, si è rivelata una sintesi perfetta tra tecnica impeccabile e profonda interpretazione, offrendo al pubblico una riflessione sull’evoluzione del linguaggio pianistico e sulla sua capacità di esprimere il complesso panorama emotivo del Novecento.

La prima parte del concerto è stata dedicata a Sostakovic, con una selezione dai Preludi e Fughe op.
87.

Quest’opera, composta nel 1951, rappresenta un punto di svolta nella produzione del compositore russo.

In seguito alle critiche ricevute per “Lady Macbeth”, Sostakovic intraprese una fase di profonda riflessione artistica, riscoprendo il valore della tradizione come fonte di ispirazione.
I Preludi e Fughe si configurano come un omaggio a Bach, reinterpretato attraverso la sensibilità contemporanea di Sostakovic.

L’architettura formale, derivata dal genio di Eisenach, fornisce lo scheletro per una straordinaria esplosione di inventiva nei preludi, mentre le fughe rivelano una rigorosa e complessa polifonia, caratterizzata da un uso audace delle dissonanze, risultato del continuo intreccio delle linee melodiche.

Avdeeva ha illuminato queste pagine con una lettura magistrale, mettendo in luce il sottile equilibrio tra lirismo intenso e controllo rigoroso, con un tocco leggero e trasparente, come nel delicatissimo incipit della Fuga n.14.

La seconda parte del concerto è stata dedicata ai Preludi op.

28 di Chopin, un ciclo di brani che esplora una vasta gamma di stati d’animo e sensazioni.
L’opera incarna la capacità di Chopin di creare mondi sonori complessi e suggestivi, dalla struggente incertezza armonica del n.2 all’essenzialità aforistica del n.7, passando per l’estensione del n.15 e la solennità malinconica del n.20.
Avdeeva ha offerto una performance che ha saputo cogliere le sfumature di questo universo sonoro, evitando ogni forma di sentimentalismo superficiale e privilegiando un pianismo asciutto ma profondamente emotivo.
La sua interpretazione ha reso giustizia alla straordinaria ricchezza e profondità dei Preludi di Chopin, rivelando la loro attualità e la loro capacità di commuovere e ispirare.

Il concerto si è concluso con un’ovazione meritata e due bis dedicati a Chopin, la Mazurca op.

67 n.4 e il Valzer op.

42 n. 5, ulteriori testimonianze del fascino intramontabile del compositore polacco e della straordinaria capacità interpretativa di Yulianna Avdeeva.
Un’esperienza musicale indimenticabile, un trionfo di arte e talento.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap