Il Teatro Rina e Gilberto Govi di Genova Bolzaneto ha accolto un pubblico entusiasta per la prima assoluta di “Colpi di Timone”, l’opera testamentaria di Gilberto Govi, magistralmente rivisitata da Tullio Solenghi.
La serata, a tutto esaurito, ha sancito un nuovo capitolo nella rilettura che Solenghi sta offrendo del vasto e complesso universo artistico goviano, un percorso iniziato con successi di critica e pubblico come “I Manezzi pe maia na figgia” e “Pignasecca e Pignaverde”.
“Colpi di Timone”, scritto nel 1940 da Vincenzo La Rosa, si configura come il culmine del percorso comico di Govi, trascendendo la mera farsa per esplorare territori più profondi.
La Rosa, pur mantenendo l’inconfondibile impronta del comico genovese – tra equivoci, gag e personaggi pittoreschi – eleva la caratterizzazione dei protagonisti a livelli inattesi, introducendo spunti di introspezione psicologica che arricchiscono l’esperienza emotiva dello spettatore.
L’opera non è solo risa, ma anche riflessione sulla condizione umana, sull’alienazione e sulle piccole tragedie quotidiane che si celano dietro le maschere della società.
La coproduzione, che vede il coinvolgimento del Teatro Sociale di Camogli, del Teatro Nazionale di Genova e dell’Associazione Culturale Gli Scarti, testimonia l’importanza del progetto e l’ambizione di restituire al pubblico una visione rinnovata e stimolante del teatro goviano.
Il debutto a Camogli, il 9 ottobre scorso, ha gettato le basi per questa importante riproposizione, mentre le repliche a Bolzaneto e la successiva stagione al Teatro Nazionale di Genova (5-22 marzo 2026) promettono di portare la riscoperta dell’opera a un pubblico ancora più ampio.
Tullio Solenghi, non solo interprete, ma anche regista dello spettacolo, ha saputo cogliere l’essenza dell’opera, mantenendo inalterata l’immediatezza e il fascino della maschera goviana, senza tuttavia rinunciare a una lettura attenta e sensibile.
L’interpretazione di Solenghi è un atto d’amore verso l’opera di Govi, un tentativo di restituire al pubblico la sua vitalità e la sua capacità di commuovere.
L’eccellenza del cast contribuisce in maniera determinante al successo dello spettacolo.
Barbara Moselli, nei panni della segretaria Paola, incarna la dolcezza e l’attenzione che definiscono il suo personaggio.
Mauro Pirovano, nel ruolo del fattorino Piero, sprigiona un’energia esilarante.
Roberto Alinghieri, nei panni del professor Bunelli, offre una performance solida e precisa.
Claudia Benzi, nella parte della domestica Teresa, aggiunge un tocco di autenticità genovese.
E Stefania Pepe, nei panni di Lola, conquista il pubblico con il suo carisma irresistibile.
La cura nella realizzazione scenica, con scenografie evocative e costumi d’epoca, e la toccante colonna sonora, arricchiscono ulteriormente l’esperienza teatrale.
Particolarmente commovente il monologo finale del protagonista, una significativa aggiunta che amplifica il messaggio complessivo dell’opera e offre allo spettatore un momento di profonda riflessione.
La standing ovation finale del pubblico testimonia la profonda risonanza emotiva e intellettuale che lo spettacolo ha generato, consolidando “Colpi di Timone” come un evento culturale di grande rilevanza per la città di Genova e per il panorama teatrale italiano.







