L’eco delle voci che vedevano Madonna protagonista del Festival di Sanremo si è spenta con la pragmatica smentita di Carlo Conti, direttore artistico e conduttore, rilasciata durante un incontro con gli studenti della Scuola di Giornalismo di Perugia.
L’indiscrezione, nata dall’interpretazione della “Bambola” di Patty Pravo da parte della popstar americana, si è rivelata un’incongruenza, un cortocircuito mediatico che non troverà riscontro nella programmazione della kermesse.
Conti, in un dialogo franco e accessibile con i giovani aspiranti giornalisti, ha delineato la complessa logistica e le implicazioni artistiche che governano l’organizzazione del Festival, evidenziando come la sua preparazione sia un processo continuo, una spirale incessante che si riavvia immediatamente dopo la chiusura dell’edizione precedente.
Questo ciclo vitale, apparentemente frenetico, contrasta con la sua percezione personale dell’evento: un’esperienza profondamente gratificante e, sorprendentemente, rilassata.
“È una macchina a ciclo continuo,” ha spiegato Conti, “ma durante le dirette mi sento libero, quasi un osservatore privilegiato.
Scambio messaggi con Panariello e Pieraccioni, un vero e proprio antidoto alla tensione palpabile che pervade la sala.
” La sua capacità di mantenere la calma in un contesto di pressione e responsabilità testimonia una gestione magistrale del ruolo di direttore artistico.
L’affiancamento di Laura Pausini alla conduzione, un elemento chiave per la prossima edizione, è frutto di una condivisione di intenti e di un desiderio reciproco di sperimentazione.
“Laura ha una grande voglia di mettersi in gioco, di riscoprire l’immediatezza del palcoscenico,” ha rivelato Conti.
L’approccio, in linea con la filosofia del direttore, punta sull’improvvisazione, sull’abbandono di schemi predefiniti, per sprigionare la spontaneità e la naturale predisposizione alla performance della cantante romana.
Questa scelta strategica mira a creare un’atmosfera più intima e coinvolgente, un contrasto con la solennità che spesso caratterizza il Festival.
La soddisfazione più autentica per Conti, tuttavia, non risiede nell’applauso del pubblico o nella risonanza critica, bensì in un gesto semplice e quotidiano: “Quando, finito il festival, salgo in macchina e accendo la radio, e sento le canzoni di Sanremo che risuonano nell’etere.
È allora che comprendo di aver partecipato a qualcosa di veramente speciale, un fenomeno culturale che trascende i confini del mero spettacolo.
” Questo aneddoto, apparentemente minore, racchiude la profondità del legame tra il direttore artistico e la kermesse, un legame forgiato dalla passione per la musica e dalla consapevolezza del suo impatto sulla società italiana.
La smentita di un’ipotetica presenza di Madonna, in definitiva, lascia spazio a un Festival proiettato verso il futuro, con una conduzione rinnovata e un’attenzione particolare all’autenticità e all’improvvisazione.








