Cantieri e Armatori Italiani: Tra Sfide, Riforme e Transizione Energetica

L’industria cantieristica e armatoriale italiana si trova a navigare in acque agitate, esposta a una complessa combinazione di sfide geopolitiche, normative europee in evoluzione e la pressante necessità di una transizione energetica sostenibile.
La competitività del settore, pilastro cruciale dell’economia nazionale, richiede un’azione concertata e proattiva a livello europeo e internazionale, superando le attuali disomogeneità regolatorie che rischiano di compromettere la capacità delle aziende italiane di competere efficacemente nel mercato globale.
Come sottolineato dal presidente di Confitarma, Mario Zanetti, l’attuale quadro normativo europeo presenta distorsioni che penalizzano gli armatori italiani, esponendoli al rischio concreto di doppia imposizione fiscale e limitando la loro agilità strategica.
L’approccio alla transizione energetica, in particolare, deve essere inteso come un’opportunità per modernizzare il settore e non come un mero onere economico.

Un elemento cruciale è la destinazione mirata delle risorse derivanti dall’Environmental Tariff System (ETS) – attualmente percepite come un costo – a progetti concreti di transizione energetica nel settore dello shipping. Questo investimento strategico non solo contribuirebbe a ridurre l’impronta carbonica della flotta, ma trasformerebbe un onere in un motore di crescita e competitività, posizionando le aziende italiane all’avanguardia delle nuove tecnologie e standard ambientali.

Parallelamente, si rende imperativa l’istituzione di un fondo pluriennale dedicato al rinnovo e al refitting della flotta italiana.
Questo intervento strutturale dovrebbe superare le limitazioni e le criticità che hanno caratterizzato gli strumenti finanziari precedenti, fornendo un sostegno continuo e prevedibile per la modernizzazione della flotta e l’adozione di soluzioni innovative in termini di efficienza energetica e riduzione delle emissioni.

La semplificazione normativa rappresenta un altro fattore determinante per il rilancio del settore.
Procedure burocratiche complesse e tempi di attesa eccessivi frenano l’innovazione e la capacità di risposta alle dinamiche del mercato.

Un quadro normativo chiaro, snello e coerente è essenziale per creare un ambiente favorevole agli investimenti e allo sviluppo.

Inoltre, è fondamentale rafforzare la competitività della bandiera italiana, promuovendo un’immagine positiva e garantendo servizi di supporto efficienti per le navi che la adottano.
Questo contribuisce a consolidare la posizione dell’Italia come nazione di riferimento per il trasporto marittimo.

Infine, una riforma organica della governance portuale è indispensabile per garantire regole uniformi, certezza nella programmazione degli investimenti e una gestione efficiente delle infrastrutture portuali, elementi chiave per la fluidità del traffico marittimo e la competitività dell’intera filiera logistica.
Un approccio integrato e lungimirante, che coinvolga tutti gli stakeholder del settore, è la chiave per affrontare le sfide del futuro e consolidare il ruolo dell’Italia come protagonista nel panorama marittimo internazionale.

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