Liguria al fronte per l’acciaio: chiesto un piano industriale nazionale.

La questione siderurgica, e in particolare il futuro degli stabilimenti ex Ilva, si è tradotta in un’azione unitaria dal Consiglio Regionale della Liguria, che ha approvato un ordine del giorno trasversale, un segnale forte di fronte alla crescente pressione sociale e all’incertezza che grava sul settore.
L’atto impegna la Giunta Bucci a intraprendere un’azione formale verso il Governo nazionale, richiedendo non solo il ritiro del cosiddetto “piano corto” – una soluzione parziale e ritenuta insufficiente per la complessità del problema – ma soprattutto la formulazione e l’adozione di un nuovo piano industriale organico e strutturale.
L’esigenza primaria, condivisa da tutte le forze politiche presenti in Consiglio Regionale (centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle), è quella di un intervento pubblico incisivo, capace di garantire la salvaguardia dell’intera filiera dell’acciaio, un tessuto economico e sociale cruciale per la Liguria e per l’Italia intera.

Questo non si configura come una semplice operazione di salvataggio, ma come una strategia volta a rilanciare la competitività del sistema siderurgico nazionale, tenendo conto delle dinamiche globali e delle nuove sfide ambientali.
L’ordine del giorno sollecita, inoltre, una valutazione approfondita della partecipazione di operatori strategici nazionali, con controllo pubblico o comunque con la compartecipazione dello Stato, che possano apportare competenze, risorse finanziarie e tecnologie avanzate.

L’obiettivo è rafforzare la resilienza del settore, mitigando le vulnerabilità legate alla dipendenza da fornitori esteri e promuovendo l’innovazione sostenibile.

Il coinvolgimento di player nazionali, in una prospettiva di governance condivisa, dovrebbe anche facilitare l’accesso a finanziamenti europei e internazionali, spesso condizionati alla trasparenza e alla sostenibilità dei progetti.
Il documento approvato non si limita a una dichiarazione di intenti; esprime una ferma e concreta solidarietà verso i lavoratori di Genova Cornigliano, Novi Ligure e Taranto, insieme a tutti i dipendenti del gruppo e delle aziende dell’indotto, che vivono in uno stato di profondo disagio e incertezza.
La priorità assoluta è la tutela dell’occupazione, con l’obiettivo di evitare licenziamenti e di preservare la professionalità accumulata in anni di esperienza.
Si auspica, altresì, l’avvio di iniziative volte a valorizzare ulteriormente gli stabilimenti ex Ilva, aprendo a nuove opportunità di sviluppo e diversificazione produttiva, esplorando sinergie con altri settori industriali e promuovendo la formazione di nuove competenze.
Il futuro della siderurgia italiana, e il destino delle comunità che dipendono da essa, richiedono un impegno corale e una visione strategica che vada oltre l’emergenza, ponendo le basi per una crescita duratura e inclusiva.

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