Liguria e Venezia: un’alleanza per la Blue Economy italiana

Nel corso di un incontro istituzionale che ha visto il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, accogliere il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, si è delineata una visione strategica volta a rilanciare il settore della Blue Economy e a rafforzare il legame tra i due territori, custodi di un’eredità marittima millenaria.
L’incontro, coronato da una visita al Salone Nautico Internazionale presso il Waterfront di Levante, ha rappresentato un’opportunità per consolidare un dialogo profondo e per definire un’agenda comune.

Il Presidente Bucci ha sottolineato come la Liguria e Venezia, unite da una storia e una vocazione marinara condivise, siano naturalmente portatrici di una prospettiva cruciale per il futuro economico del Paese.

La Blue Economy, intesa come l’insieme delle attività economiche che sfruttano le risorse marine e costiere in modo sostenibile, non è più un’opzione, ma una necessità impellente per contrastare lo spopolamento delle aree costiere, promuovere l’innovazione e generare occupazione qualificata.
L’urgenza di elevare questo tema al centro del dibattito nazionale, affrancandolo da logiche settoriali e provinciali, è stata il fulcro del suo intervento.

Il Sindaco Brugnaro ha ampliato lo sguardo, delineando una visione di una macro-regione adriatico-tirrenica, un “asse strategico” che vada oltre le confini amministrativi, abbracciando le eccellenze produttive, le infrastrutture portuali e le competenze specializzate che costellano l’intera penisola.

La collaborazione non deve limitarsi alla promozione della produzione nautica, ma deve coinvolgere l’intera filiera, dalla progettazione alla cantieristica, dalla logistica alla manutenzione, fino al turismo nautico e alla ricerca scientifica.
Un approccio olistico che tenga conto della complessità del sistema, con l’obiettivo primario di trattenere il know-how e la ricchezza generata in Italia, evitando la fuga all’estero di talenti e investimenti.

L’impegno è quello di promuovere un modello di sviluppo diffuso, capace di illuminare le aree costiere marginalizzate, troppo spesso penalizzate da una cronica mancanza di investimenti e opportunità.
Un modello che valorizzi il patrimonio culturale, paesaggistico e gastronomico, integrandolo con le nuove tecnologie e con le esigenze di un mercato globale in continua evoluzione.
La Blue Economy, in questa prospettiva, non è solo un motore di crescita economica, ma anche un fattore di coesione sociale e di resilienza ambientale, in grado di mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici e di preservare la biodiversità marina per le generazioni future.

Il futuro della nautica italiana, e con essa il futuro delle comunità costiere, passa attraverso la cooperazione, l’innovazione e la visione di un’economia circolare e sostenibile.

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