Nell’attuale contesto geopolitico, caratterizzato da una progressiva erosione della competitività europea rispetto alla potenza industriale di Stati Uniti e Cina, il continente africano emerge non come un mero mercato di sbocco, ma come un potenziale motore di crescita reciproca e un terreno fertile per una nuova stagione di partenariati strategici.
Il Piano Mattei, proposto dall’Italia, si configura in questa ottica come un’iniziativa dirompente, un’opportunità per il nostro Paese di assumere un ruolo di leadership in un’area geografica storicamente legata al nostro, ma spesso sottosviluppata e bisognosa di investimenti mirati e di un trasferimento tecnologico sostenibile.
Lungi dall’essere un’imposizione di modelli economici occidentali, il Piano Mattei mira a costruire un rapporto basato sull’ascolto, l’empatia e un profondo rispetto delle specificità culturali e delle aspirazioni delle nazioni africane.
La fiducia, pilastro fondamentale per una collaborazione duratura, si costruisce attraverso un approccio trasparente, che tenga conto delle priorità locali e che promuova lo sviluppo di competenze e capacità produttive interne.
Il piano si articola in due assi principali.
Il primo, incentrato sulla formazione professionale, intende valorizzare e potenziare le risorse umane africane, attraverso programmi di istruzione e aggiornamento tecnico, spesso realizzati in collaborazione con le università italiane.
Questo investimento nel capitale umano è essenziale per garantire la sostenibilità a lungo termine dei progetti e per favorire una crescita inclusiva.
Il secondo asse si concentra sull’attivazione del ruolo strategico delle partecipate statali italiane, che fungono da catalizzatori per l’ingresso e la crescita delle piccole e medie imprese (PMI) sui mercati africani.
Questo approccio consente di sfruttare le sinergie tra grandi aziende e realtà più piccole, promuovendo l’innovazione e la creazione di posti di lavoro.
L’Italia, con la sua tradizione industriale consolidata e la riconosciuta eccellenza del “Made in Italy”, vanta una posizione privilegiata per cogliere questa opportunità.
Il nostro patrimonio industriale rappresenta un asset strategico, un marchio di qualità riconosciuto a livello globale, che deve essere protetto e valorizzato.
Tuttavia, per ambire a una leadership duratura, è imperativo europeizzare il Piano Mattei.
Le risorse attualmente destinate all’iniziativa, seppur significative (4-5 miliardi), sono insufficienti per competere con gli ingenti investimenti già effettuati dalla Cina (circa 50 miliardi).
Un’azione coordinata a livello europeo, che mobiliti risorse e competenze condivise, è quindi indispensabile per massimizzare l’impatto del Piano e per garantire che i benefici siano equamente distribuiti.
In definitiva, il Piano Mattei non è solo un’iniziativa italiana, ma una sfida europea, un’opportunità per riscattare il ruolo del Vecchio Continente nel panorama globale, ponendo al centro la cooperazione, lo sviluppo sostenibile e la costruzione di un futuro condiviso con il continente africano.







