La vicenda dei venti operai edili, coinvolti nel progetto di estensione della rete metropolitana genovese tra Brin-Canepari e Brignole-Martinez, e gravati dall’assenza di retribuzione dal mese di agosto, ha immediatamente suscitato l’attenzione delle istituzioni locali.
In risposta a questa situazione di grave disagio per i lavoratori, l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Genova, Massimo Ferrante, ha intrapreso un’azione formale, indirizzando alla società appaltatrice (Manelli S.
p.
A.
) una diffida ufficiale.
Questo atto sollecita l’impresa a saldare immediatamente le somme dovute ai dipendenti, fissando un termine di quindici giorni per l’adempimento.
La problematica si inserisce in un contesto più ampio di criticità che hanno afflitto il cantiere, portando il Comune di Genova a prendere una decisione strategica, seppur complessa: la risoluzione del contratto con l’impresa esecutrice.
Questa scelta, matura da tempo a causa di ritardi prolungati – con lavori sostanzialmente fermi per oltre un anno – assume ora un significato ancora più pregnante, esacerbando le conseguenze sociali ed economiche per i lavoratori coinvolti.
La sospensione dei lavori, originariamente motivata da problematiche tecniche e gestionali, si è trasformata in una fonte di incertezza e difficoltà per i dipendenti, che si trovano a fronteggiare una situazione di precarietà.
L’azione del Comune non si limita quindi alla mera sollecitazione di un pagamento, ma si proietta verso la ricerca di soluzioni concrete per garantire la ripresa del progetto e, soprattutto, per tutelare i diritti dei lavoratori.
L’amministrazione comunale si impegna a perseguire un nuovo percorso, volto a riavviare l’opera in condizioni di maggiore affidabilità e trasparenza.
Questo implica non solo la verifica della solidità finanziaria delle future imprese coinvolte, ma anche l’implementazione di meccanismi di controllo più rigorosi per prevenire il ripetersi di situazioni analoghe.
L’obiettivo primario rimane quello di assicurare che i lavoratori, che hanno profuso impegno e professionalità nella realizzazione del progetto, ricevano la retribuzione che gli è spettante e che siano tutelati in ogni fase del processo.
La vicenda rappresenta un monito e un’occasione per rafforzare la responsabilità sociale delle imprese e l’attenzione delle istituzioni nei confronti dei diritti dei lavoratori.








