La recente composizione del Consiglio Regionale Liguria, con l’insediamento degli assessori Alessio Piana e Claudia Morich, unitamente alla vicepresidente Simona Ferro, ha visto emergere una dinamica inedita che ridefinisce gli equilibri della maggioranza di governo.
L’annuncio formale della nascita del gruppo “Noi Moderati”, guidato dal consigliere Alessandro Bozzano, in collaborazione con Giovanni Boitano, precedentemente leader del gruppo “Orgoglio Liguria”, segna una frattura significativa all’interno della coalizione che sostiene l’amministrazione Bucci.
L’atto, presentato con un’enfasi retorica che rimarca un distacco – quasi un’umiltà ricercata – rispetto alle dinamiche consolidate, introduce una nuova prospettiva nella valutazione degli atti amministrativi.
Bozzano, dallo scranno dell’aula Pertini, ha espresso la volontà di superare un’approccio passivo, promettendo una revisione critica, costruttiva, delle scelte politiche.
L’immagine evocativa di “zappatori nella vigna del Signore”, inizialmente relegati ai margini, sottolinea una volontà di partecipazione attiva e indipendente.
Tuttavia, l’entusiasmo iniziale si stempera in una frecciata diretta al Presidente Bucci, il quale aveva precedentemente espresso l’auspicio di un allineamento programmatico.
L’affermazione, riportata dalla stampa, viene interpretata come una pretesa di conformismo, suscitando una reazione vigorosa.
Bozzano, con una punta di polemica, chiede un “allineamento” da parte del Presidente, non sulla conformità, ma sull’interpretazione del voto espresso dalle forze civiche che lo sostengono.
Il concetto di alleanza, tradizionalmente inteso come convergenza verso un “centro” mobile e malleabile, sembra essere stato rivisto alla luce di questa nuova configurazione politica.
Il consigliere suggerisce un cambiamento di paradigma, implicando che i tempi politici richiedono un approccio più autonomo e meno incline alla sottomissione a logiche esterne.
Nonostante l’assenza di un processo di condivisione percepito come adeguato, Bozzano e Boitano si dichiarano disponibili a fornire supporto al Presidente, sollecitandolo a comunicare le decisioni prese dai partiti che lo affiancano.
Un rifiuto di proposte ricevute, unita alla dichiarazione di una competenza limitata rispetto alla complessità dell’amministrazione, confermano l’intento di mantenere una posizione di indipendenza e di osservazione critica.
La frase conclusiva, “non dite che la montagna ha partorito il topolino”, suggerisce una forte convinzione che questo sviluppo politico non sia casuale, ma il risultato di forze più profonde in gioco, preludio a una nuova fase nel panorama politico ligure.








