La sfida imminente contro il Genoa, in programma all’Unipol Domus, si presenta come un crocevia cruciale per il Cagliari, un’occasione per interrompere una sequenza di risultati negativi protratasi per due mesi.
L’allenatore, nella sua disamina pre-partita, ha delineato l’approccio strategico: “Consideriamo ogni impegno come una finale, un’opportunità irrinunciabile per la vittoria.
Il nostro lavoro quotidiano è finalizzato a questo obiettivo, ma con equilibrio.
L’ossessione per la vittoria rischia di compromettere la lucidità e la performance; serve maturità, una gestione mentale consapevole.
”La partita assume un significato particolare per Fabio Pisacane, figura emblematica del Cagliari, che si troverà a fronteggiare un club che gli ha offerto una seconda possibilità calcistica e personale.
“Il Genoa rappresenta qualcosa di più di una semplice partita,” ha confessato Pisacane, evocando un legame profondo e gratitudine per l’esperienza vissuta.
“Lì ho realizzato un sogno, il Genoa mi ha ridato una prospettiva, una speranza.
È difficile accettare di vedere una squadra che mi ha tanto dato in questa posizione di classifica, soprattutto perché le penalizzazioni subite, i contraccolpi arbitrali, hanno pesato eccessivamente.
L’arrivo di De Rossi ha generato un’immediata reazione, un’iniezione di energia; la sosta sarà stata utile per solidificare i nuovi principi di gioco.
”La formazione rossoblù si presenta con alcune assenze rilevanti.
L’impegno con la nazionale colombiana ha coinvolto Mina, il quale sarà schierato nonostante la stanchezza: “Ci aspettiamo un sacrificio da parte sua, è un giocatore fondamentale per il nostro equilibrio difensivo.
” Zè Pedro, purtroppo, è stato operato al ginocchio, ma la buona notizia è il recupero di Pintus, elemento prezioso a centrocampo.
Deiola, assente da tempo, è un’altra perdita significativa: “La sua mancanza si è fatta sentire, la sua dinamicità e la sua visione di gioco sono importanti per noi.
”L’allenatore ha espresso un giudizio positivo sulle prestazioni di Gaetano, giovane talento rossoblù: “Ha il calcio nel sangue, si vede quando gli diamo la possibilità di esprimersi al meglio.
So che può dare di più, lo incito costantemente.
Il mio desiderio è vederlo raggiungere la piena autonomia tattica, arrivare a disputare una partita intera con continuità.
” Esposito, pur non essendo una vera e propria punta, è stato sollecitato a essere più aggressivo in area di rigore: “Vorrei vederlo più determinato, più cattivo quando si tratta di finalizzare le azioni.
”Belotti è tornato a Cagliari per un programma di recupero personalizzato: “È bello averlo con noi, il suo infortunio è stato un duro colpo, sia per lui che per la squadra.
”In un momento di profonda riflessione, l’allenatore ha voluto ricordare Manlio Scopigno, l’architetto dello scudetto, nel centenario della sua nascita: “Scopigno ha rivoluzionato il calcio sardo, ha introdotto un modo di fare e di intendere lo sport unico, senza eguali.
Ricordarlo, in concomitanza con la nascita di Gigi Riva, è una coincidenza suggestiva che sottolinea la grandezza di questi due uomini e del loro contributo alla storia del Cagliari.
” La partita contro il Genoa si configura, dunque, non solo come un impegno sportivo, ma anche come un’occasione per onorare le radici, le tradizioni e i valori che hanno fatto grande il Cagliari.

