La Cremonese, pragmatica e implacabile, conquista il Ferraris con una vittoria che lascia il Genoa al fondo della classifica, sommerso da un’ondata di frustrazione e rabbia dei propri tifosi.
Una partita cruciale per il Genoa, ancora alla ricerca disperata della prima vittoria stagionale, aveva visto l’allenatore Vieira tentare una rivoluzione tattica, arretrando Malinovskyi e relegando Carboni a supporto della punta Ekhator, in un tentativo di recuperare compattezza e iniziativa.
Nicola, dal canto suo, confermava la sua filosofia prudente e organizzata, affidandosi a un solido 3-5-2 con Vardy e Bonazzoli a guidare l’attacco.
Il match si apre con un brusco risveglio per il Genoa: al quarto minuto, sugli sviluppi di un corner, Bianchetti indirizza un pallone di testa verso Bonazzoli che, con una spettacolare rovesciata, trafigge Leali.
La gioia ospite si frantuma momentaneamente, mentre il VAR interviene per verificare una possibile posizione di fuorigioco, una conferma che amplifica il silenzio di delusione che cala sul Ferraris.
La Cremonese, galvanizzata, prende il controllo del gioco, mostrando una solidità difensiva e una pericolosità in contropiede che mette in difficoltà la retroguardia genoana.
Il Genoa, nonostante i tentativi di ripresa, fatica a trovare spazi e occasioni da gol, mentre la Cremonese amministra il vantaggio con intelligenza.
La ripresa si riapre con una replica esatta del gol del primo tempo: al quarto minuto, un altro corner calibrato dalla destra trova Bonazzoli libero sul secondo palo, pronto a concludere al volo.
Leali respinge, ma è troppo tardi: il pallone aveva già varcato la linea.
Il raddoppio scuote ulteriormente i tifosi genoani, che manifestano apertamente la propria delusione e frustrazione.
Vieira tenta una reazione inserendo Ekuban e Vitinha, ma le novità offensive non sortiscono l’effetto sperato.
Un gol potenzialmente valido, realizzato da Vitinha su assist di Martin, viene annullato dal guardalinee, una decisione confermata dal VAR, alimentando ulteriormente il clima di tensione.
La rabbia dei circa trentamila spettatori del Ferraris esplode al quarantesimo minuto: dalla Gradinata Nord, poi anche dalla Sud, iniziano a piovere razzi che sfiorano il portiere Leali.
L’arbitro Abisso sospende la partita, cercando di stemperare la tensione, ma i minuti finali si giocano in un’atmosfera irreale, dominata da un pesante clima di contestazione.
Il triplice fischio sancisce la vittoria della Cremonese, mentre il Genoa, sotto la curva, incassa insulti e cori di disapprovazione, mentre la pioggia battente accompagna la sconfitta e l’umiliazione.
La partita si trasforma in un simbolo di crisi, un campanello d’allarme per una squadra e una tifoseria in profonda difficoltà.
Il futuro del Genoa si presenta nebuloso, segnato da una profonda incertezza e dalla necessità di una radicale inversione di rotta.








