Spezia crolla in Sudtirol: rimonta amara e mercato che pesa.

Lo Spezia esordisce nel 2026 con una sconfitta amara, incassando una rimonta inaspettata sul campo del Sudtirol, una squadra che faticava ad assaporare la vittoria da un’epoca ormai lontana, risalente alla fine di settembre.

La partita, inizialmente segnata da un barlume di speranza spezzina, si dissolve in un quadro di incertezze e mancate occasioni.

L’illusione di un avvio positivo si materializza al minuto 31, quando Vlahovic, grazie a una fortuita deviazione su una conclusione di Nagy dal limite dell’area, deposita in rete.

Tuttavia, la gioia è effimera.
La reazione del Sudtirol si fa sentire con immediatezza, e al 34° Pecorino, con un rasoterra preciso e letale, ristabilisce l’equilibrio, evidenziando una fragilità difensiva spezzina che si rivelerà decisiva nel corso dell’incontro.
La ripresa si apre con un episodio cruciale: al 51° minuto, Kofler, abile a inserirsi centralmente, trafigge il portiere spezzino con un destro potente e angolato, firmando il gol partita.

Questa rete non è solo il risultato di una giocata individuale di pregio, ma anche la conseguenza di un calo di intensità e di un’organizzazione tattica spezzina apparsa carente.

L’assenza di Esposito, ceduto alla Sampdoria durante la finestra di mercato, si rivela un fattore determinante, lasciando un vuoto a centrocampo che incide negativamente sulla capacità di manovra e di filtro della squadra ligure.

La mancanza di un regista capace di dettare i tempi e di imporre un ritmo di gioco si traduce in una gestione imprecisa delle transizioni e in una scarsa creatività offensiva.
Il tentativo di Donadoni di invertire le sorti dell’incontro, con l’inserimento di Sernicola e Adamo, si rivela sterile.

Le due punte, pur ricevendo passaggi al limite dell’area, si dimostrano incapaci di concretizzare le occasioni create, sprecando clamorosamente due potenziali gol.

Questa sterilità offensiva riflette una difficoltà generale nel finalizzare le azioni, sintomo di una scarsa affiatamento tra i reparti.

Il Sudtirol, al contrario, si dimostra cinico e letale in contropiede, sciupando due occasioni per ampliare il vantaggio con Merkaj.
La squadra altoatesina, forte di una solida difesa e di un contropiede efficace, riesce a controllare la partita e a capitalizzare gli errori avversari.
La sconfitta dello Spezia non è semplicemente un risultato sportivo, ma il campanello d’allarme di una squadra che necessita di una profonda riflessione tattica e di un’iniezione di qualità a centrocampo.

La partita con il Sudtirol evidenzia una serie di criticità che, se non affrontate con tempestività, rischiano di compromettere seriamente le ambizioni liguri nel corso del campionato.

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