Il mercato auto italiano a +4,8% in ottobre
Il mercato italiano dell’auto chiude ottobre con 131.921 immatricolazioni, in crescita del 4,8% rispetto alle 125.864 dello stesso mese del 2025. Nei primi dieci mesi dell’anno i volumi raggiungono 1.400.991 unità, l’8,3% in più rispetto al periodo gennaio-ottobre 2025.
Alla luce del miglioramento dello scenario macroeconomico e della spesa per consumi, Unrae rivede al rialzo la previsione per il 2026, indicando una chiusura a 1,64 milioni di immatricolazioni: il 7,5% in più sul 2025, ma ancora il 14,4% sotto i livelli del 2019. Per il 2027 l’associazione prevede invece una contrazione del 3,4%, a 1,585 milioni di unità.
Sul fronte delle alimentazioni, le vetture ricaricabili raggiungono complessivamente il 18,8% del mercato di ottobre. Il dato nasconde però andamenti diversi: le elettriche pure si fermano al 6,1%, contro il 7,6% di settembre e il 5% di ottobre 2025, mentre le ibride plug-in salgono al 12,7%, dall’11,1% del mese precedente e dal 7,4% di un anno fa.
«La transizione energetica non può trasformarsi in un percorso riservato a pochi: richiede politiche strutturali che consentano a tutti i cittadini di poter accedere alle tecnologie a zero o bassissime emissioni. Gli italiani non vanno convinti: vanno messi nelle condizioni di scegliere la transizione», afferma Roberto Pietrantonio, presidente di Unrae.
Al centro delle richieste di Unrae c’è la fiscalità delle flotte aziendali. Secondo la lettura del disegno di legge di Bilancio fornita da Unrae, il provvedimento interviene sui veicoli degli agenti e rappresentanti di commercio, portando il tetto di costo deducibile a 35mila euro e la deducibilità dall’80 al 90% per le auto elettriche e ibride. Restano invece escluse le flotte aziendali, sulle quali si concentra la proposta sostenuta da quattro associazioni della filiera automotive e tre associazioni di fleet manager.«Confidiamo che il Parlamento, o il Governo stesso, colgano l’occasione per trasformarlo ora in una vera riforma, estendendolo alle flotte aziendali e concentrandolo sulle tecnologie a zero e bassissime emissioni», sottolinea Pietrantonio.





