Il presidente Herzog sottolinea il rischio di sindrome del prigioniero in Israele

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha espresso una profonda preoccupazione per l’allentamento dell’impegno nel recupero degli ostaggi in Gaza, rivelando un sentimento diffuso tra i leader del paese. Il cambio di priorità è stato avvertito come un messaggio ambiguo e pericoloso, destinato a scoraggiare il dibattito pubblico sull’opportunità di un’azione militare contro l’organizzazione terrorista. Herzog ha ammonito che la crisi degli ostaggi non potrà essere risolta senza una strategia chiarissima e condivisa tra i diversi organismi del governo.La questione degli ostaggi è ormai diventata un tema estremamente complesso, intrecciato a molteplici sfide interne ed esterne al paese. In effetti, la crisi dei prigionieri ebrei in Gaza ha finito per diventare un simbolo della contrapposizione tra il potere politico israeliano e l’opinione pubblica. Herzog ha sottolineato che ciò che è più allarmante non sia solo la riduzione dell’impegno nel recupero degli ostaggi, ma anche il modo in cui questo evento ha generato una sorta di “sindrome del prigioniero”, per cui ogni decisione politica viene giustificata come necessità per mantenere l’equilibrio della situazione e potenzialmente minacciare la stabilità del paese.

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