Nelle ultime ore c'è stato chi ha cercato di spostare l'attenzione dicendo cose non corrispondenti alla realtà parlando di disordini e danni. Una narrazione del tutto infondata e smentita dai fatti, che rischia di alimentare allarmismi ingiustificati e di distogliere lo sguardo dalla questione centrale: perché tanti studenti stanno protestando e che cosa stanno chiedendo agli adulti e alle istituzioni?
«Siamo venuti a vedere con i nostri occhi ed è bastato un sopralluogo nelle aule per constatare che sono in perfetto stato e che non c'è stata alcuna devastazione –
dichiara il Sindaco Alessandro Errigo –
Abbiamo visto la bellezza di tanti ragazzi responsabili, impegnati anche nel garantire un presidio pacifico e nella tutela dei locali scolastici, con il solo scopo di dialogare, confrontarsi sui temi di attualità e chiedere maggior ascolto. Di fronte a una mobilitazione studentesca così diffusa, il primo dovere delle istituzioni è l'ascolto. Non possiamo limitarci a discutere delle occupazioni, delle polemiche strumentali o dei casi isolati lasciando in secondo piano il merito delle questioni».Le richieste degli studenti evidenziano diverse criticità che riguardano la quotidianità scolastica e il diritto allo studio. Sul piano materiale, ragazze e ragazzi richiamano l'attenzione sulla necessità di interventi sulle infrastrutture scolastiche, su una gestione più efficiente dei servizi dell'edificio e sui collegamenti del trasporto pubblico locale, chiedendo un impegno concreto e maggiori investimenti da parte degli enti preposti e del Ministero dell'Istruzione.
A queste urgenze materiali si affianca una forte istanza educativa e culturale: gli studenti chiedono una scuola capace di superare un approccio puramente nozionistico, introducendo momenti di confronto sull'attualità geopolitica ed internazionale per comprendere le origini storiche delle crisi e delle guerre contemporanee, oltre a garantire spazi di assemblea e partecipazione.
«I ragazzi chiedono più attenzione per gli edifici scolastici, risorse adeguate, trasporti efficienti e una didattica al passo con i tempi. Parlare di questi argomenti spesso fa meno rumore rispetto alla notizia di una finestra rotta, ma noi non abbiamo visto finestre rotte, bensì giovani che si interrogano sul proprio futuro – prosegue Errigo – Naturalmente, prendiamo le distanze da qualsiasi tipo di violenza o comportamento scorretto e il confronto deve sempre avvenire nel rispetto delle persone e dei beni pubblici. Ma se tanti giovani sentono il bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare, la politica ha il dovere di interrogarsi e di aprire un dialogo vero. Come Amministrazione ci impegniamo a far uscire le loro ragioni dalle mura scolastiche per farle arrivare a chi, a livello governativo e nazionale, ha la responsabilità di prendere le decisioni».