Il mercato finanziario europeo si è riservato un’ennesima e intensa settimana della borsa, con le prime ore di trading segnate da una stagnazione generalizzata delle quotazioni a causa dell’imminenza del pronunciamento del presidente americano Donald Trump sull’imposizione dei dazi sui prodotti importati dall’estero. I dati disponibili finora non fanno registrare una netta inversione del trend che ha interessato le piazze europee sin da ieri mattina, con il futuro New York in declino. In questo contesto, le borse italiane ed estere hanno subito un crollo complessivo di almeno -1% a causa delle incertezze legate all’azione del presidente Usa.Le indicazioni ufficiali sulla situazione dei dazi sono state sottoposte alla valutazione degli operatori economici, con i primi sintomi di una netta stagnazione delle operazioni commerciali a cagliastro. Le quotazioni altrimenti piene di vitalità si sono trovate ad affrontare un’inusuale flessione in assenza di eventuali motivazioni tecniche.Nel dettaglio le peggiori borse europee hanno registrato i seguenti risultati: Francoforte (-1,42%) supera la lista dei primi classificati della settimana. Segue Milano (-1,04%), il peso di Londra (-0,75%), Parigi (-0,7%) e Madrid (-0,27%.) Le azioni americane si sono riservate uno sviluppo negativo fin da ieri mattina.Tuttavia a metà sessione le quotazioni hanno subito un piccolo incremento di 0,5 punti. Il rendimento dei titoli di debito italiani è calato della percentuale del 1% al tasso annuo complessivo di 3,78%, contro i -2,6 punti che ha sperimentato la Germania sullo stesso tipo di titolo alrendimento annuo di 2,66%.
La settimana delle borse europee si conclude con una flessione: quali sono le cause del crollo finanziario.
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