Abruzzo e Molise: Sciopero CGIL per Gaza e diritti umani

Domani, 3 ottobre, l’Abruzzo e il Molise saranno teatro di un’ondata di mobilitazioni sindacali, innescate dallo sciopero generale proclamato dalla CGIL.

L’azione, di portata significativa, trascende la mera rivendicazione salariale, configurandosi come un atto di profonda denuncia politica e un appello urgente alla responsabilità internazionale.

Cortei e presìdi animeranno le principali città della regione – Pescara, L’Aquila, Teramo, Lanciano e Campobasso – coinvolgendo lavoratori di ogni settore, pubblico e privato, in una giornata di interruzione delle attività.
Saranno salvaguardate, come previsto dalla legge, le prestazioni essenziali per garantire la continuità dei servizi vitali alla cittadinanza.
La CGIL Abruzzo Molise definisce questa iniziativa come un atto necessario per sollevare l’attenzione su una situazione umanitaria insostenibile e per promuovere soluzioni concrete.
L’obiettivo primario è l’apertura di corridoi umanitari permanenti, capaci di garantire un accesso sicuro e ininterrotto di aiuti, medicinali e cibo alla popolazione di Gaza, attualmente soffocata da un blocco economico e bellico che ne compromette la sopravvivenza.
L’attacco subito dalla spedizione umanitaria “Global Sumud Flotilla”, in acque internazionali, rappresenta, secondo il sindacato, un’aberrazione giuridica e morale.
L’aggressione, perpetrata contro navi civili che trasportavano volontari provenienti da 44 nazioni, impegnati in un’azione di solidarietà, non solo mette a repentaglio la vita di persone innocenti, ma mina le fondamenta stesse dell’ordine costituzionale italiano, che riconosce e tutela il diritto di agire in favore di chi soffre.
La CGIL denuncia con forza l’abbandono da parte del governo italiano ai propri cittadini, esposti a un pericolo diretto in acque internazionali, configurando una violazione dei principi cardine della Costituzione italiana e un’inaccettabile acquiescenza di fronte alla violazione massiva del diritto internazionale.
L’azione israeliana, a detta del sindacato, costituisce una palese trasgressione dei principi cardine del diritto internazionale, richiamando la Carta delle Nazioni Unite, la Convenzione Onu sul diritto del mare, le Convenzioni di Ginevra del 1949 e i protocolli aggiuntivi del 1977, che sanciscono la protezione dei civili in contesti di conflitto armato e la necessità di garantire l’assistenza umanitaria.

Questa mobilitazione si inserisce in un calendario più ampio di azioni di protesta e sensibilizzazione.

Il sindacato progetta una manifestazione nazionale a Roma, un corteo Perugia-Assisi per la pace e una mobilitazione unitaria denominata “La Via Maestra – Democrazia al lavoro”, tutti atti volti a contrastare la crescente escalation di violenza e a promuovere una soluzione pacifica e duratura per il conflitto israelo-palestinese, basata sul rispetto dei diritti umani e sulla giustizia internazionale.
La CGIL invita tutti i cittadini a partecipare attivamente a queste iniziative, affinché la voce della solidarietà e della ragione possa prevalere sul silenzio e sull’indifferenza.

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