Abruzzo in pellegrinaggio ad Assisi: fede, olio e tradizioni

L’Abruzzo, terra di spiritualità profonda e tradizioni secolari, si prepara a un pellegrinaggio di grande significato verso Assisi, custode del messaggio universale di San Francesco.

Un corteo di pullman, partendo dalle prime ore del mattino dalle diverse diocesi regionali, trasporterà migliaia di fedeli per onorare il Santo Patrono d’Italia e condividere un momento di fede e comunione.

Quest’anno, l’Abruzzo assume un ruolo di particolare rilievo, portando con sé un dono prezioso: l’olio d’oliva, simbolo di prosperità e benedizione, destinato ad alimentare la fiamma perpetua che arde sulla tomba di San Francesco, luce guida per i credenti di tutto il mondo.

Questo gesto, carico di significato simbolico, rappresenta un legame spirituale profondo tra la regione e la figura francescana, incarnando valori di umiltà, povertà e amore per il prossimo.

Il pellegrinaggio si configura come un mosaico di espressioni artistiche, devozionali e gastronomiche, testimonianze tangibili della ricchezza culturale abruzzese.

In un gesto di riconoscimento e celebrazione dell’impegno sociale, Adele Previtali di Pacentro sarà insignita della prestigiosa “Rosa d’Argento 2025-Frate Jacopa”, un premio che sottolinea il suo instancabile lavoro nell’accoglienza e nell’assistenza di ragazzi con disabilità, un esempio concreto di carità cristiana ispirato all’insegnamento francescano.

L’offerta gastronomica, elemento distintivo e apprezzato, sarà rappresentata da 6.000 mostaccioli di Scanno, prelibatezze artigianali realizzate con mandorle e mosto cotto, un omaggio alla tradizione che risale al gesto di una nobildonna romana, che offrì questi dolci a San Francesco durante le sue ultime ore, un aneddoto che narra di generosità e attenzione verso il prossimo.

Il percorso del pellegrinaggio si arricchisce di ulteriori doni, frutto dell’ingegno e dell’abilità artigianale abruzzese: un ostensorio realizzato dagli orafi di Guardiagrele, testimonianza di maestria e devozione; il restauro di una cartagloria, custode di memorie e tradizioni; le ostie prodotte da un laboratorio di Sulmona, simbolo dell’Eucaristia, cuore della fede cristiana; e infine i candelieri, frutto di un’iniziativa sociale che coinvolge i detenuti del carcere cittadino, un gesto di speranza e riabilitazione attraverso il lavoro manuale.
Il culmine del pellegrinaggio sarà il 4 ottobre, quando il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, accenderà la lampada votiva, imbrigliando la luce con l’olio abruzzese, in presenza del presidente regionale Marco Marsilio.

Questo momento, solenne e commovente, simboleggia la rinascita e la speranza per il futuro.

I vescovi abruzzesi, sotto la guida di monsignor Camillo Cibotti, descrivono questo pellegrinaggio come un percorso arduo ma ricco di significato, un cammino che incarna le sofferenze, le speranze e i sogni del popolo abruzzese, un’ode alla fede che resiste e si rinnova attraverso i secoli.
Un viaggio interiore e collettivo verso le radici della spiritualità, in un luogo simbolo di pace e fratellanza.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -