Abruzzo: Neet, Declino Demografico e Fragilità Economica

L’Abruzzo si confronta con una sfida demografica ed economica di notevole portata, come evidenziato dal Rendiconto Sociale 2024 dell’INPS e dalle osservazioni di Ezio Rainaldi, presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno.
Un quadro complesso emerge dalla constatazione che la regione registra un incremento preoccupante di giovani Neet – Not in Education, Employment or Training – attestandosi a 31.242 unità, un dato che contrasta nettamente con la tendenza nazionale, in cui si osserva una diminuzione di questo fenomeno.

Questa situazione non è un dato isolato, ma il riflesso di dinamiche più profonde che affliggono il tessuto socio-economico abruzzese.

Il fenomeno dei Neet si intreccia strettamente con il declino demografico regionale, alimentato da un saldo migratorio negativo particolarmente marcato tra i giovani tra i 18 e i 39 anni, che rappresentano la maggioranza delle persone che abbandonano l’Abruzzo.
Questo esodo, spesso definito “fuga di cervelli”, priva la regione di capitale umano qualificato e potenziali innovatori, compromettendo la capacità di sviluppo e di resilienza.
L’analisi del tessuto produttivo abruzzese rivela una struttura caratterizzata da una prevalenza schiacciante di micro e piccole imprese (il 99,4% del totale), spesso a conduzione familiare e con un forte legame con il territorio.
Queste realtà, pur rappresentando un pilastro fondamentale per l’economia locale e generando un significativo indotto, mostrano segni di fragilità.
La contrazione del 2,4% delle aziende con meno di dieci addetti è un campanello d’allarme che segnala difficoltà di accesso al credito, scarsa capacità di investimento in innovazione e formazione, e una crescente pressione competitiva.

Al contrario, la grande industria registra una crescita del 4,8%, evidenziando una polarizzazione del sistema economico che rischia di accentuare le disuguaglianze territoriali e sociali.

Questa divergenza sottolinea la necessità di politiche mirate a sostenere le piccole imprese, incentivando la digitalizzazione, la formazione continua e l’adozione di modelli di business sostenibili.

La sfida che l’Abruzzo si trova ad affrontare non è quindi solo quella di ridurre il numero di Neet, ma di creare un ambiente favorevole alla crescita economica inclusiva e sostenibile, in grado di trattenere i talenti e di attrarre investimenti, valorizzando le risorse del territorio e promuovendo l’innovazione.
È imperativo un’azione concertata che coinvolga istituzioni politiche, associazioni di categoria, imprese e comunità locali, per costruire un futuro più prospero e resiliente per l’Abruzzo.

L’innovazione sociale, la transizione ecologica e la promozione di un’economia circolare potrebbero offrire nuove opportunità di sviluppo, creando posti di lavoro qualificati e migliorando la qualità della vita per tutti i cittadini.

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