L’Abruzzo si distingue a livello nazionale per un’impronta marcata nell’internazionalizzazione del sistema scolastico, con una percentuale di istituti coinvolti in progetti transfrontalieri che si attesta al 73,3%, superando significativamente la media nazionale del 55,6%.
Questo dato, presentato dalla ricercatrice Maria Teresa Sagri dell’Indire durante l’evento dedicato all’integrazione dei fondi europei e all’ampliamento delle opportunità formative nella regione, evidenzia un impegno concreto delle scuole abruzzesi verso un’istruzione più aperta, inclusiva e orientata al futuro.
L’analisi dell’Indire rivela che, sulle 206 scuole abruzzesi, ben 151 hanno implementato iniziative di internazionalizzazione.
Un dato particolarmente rilevante è che il 92,1% di queste scuole ha partecipato ad almeno un progetto Erasmus+, una percentuale che raddoppia quasi quella nazionale (48,4%).
Questa forte adesione all’Erasmus+ non si esaurisce nella semplice partecipazione, ma si traduce in un’azione concreta: 57 istituti sono attivi in iniziative Erasmus+ eTwinning, un’opportunità per favorire lo scambio di buone pratiche e la creazione di reti collaborative tra scuole europee, mentre 56 hanno beneficiato dei finanziamenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
La conferenza, che ha visto la partecipazione di dirigenti scolastici e docenti, ha rappresentato un’occasione per approfondire le sinergie tra i diversi strumenti di finanziamento europeo.
Interventi di figure chiave come Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, Luigi Copertino dell’Ufficio Istruzione regionale e Massimiliano Nardocci, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, hanno delineato strategie per ottimizzare l’utilizzo dei fondi e massimizzare l’impatto sull’offerta formativa.
Un elemento cruciale emerso durante i lavori è la possibilità di adottare approcci finanziari integrati, come il finanziamento sequenziale e complementare, che permettono di capitalizzare i risultati iniziali dei progetti Erasmus+ e di ampliare l’investimento in aree strategiche come lo sviluppo di competenze digitali e la creazione di laboratori innovativi.
Questo approccio non si limita a un mero trasferimento di risorse, ma mira a costruire un ecosistema educativo resiliente e capace di rispondere alle sfide del XXI secolo, promuovendo la mobilità degli studenti e dei docenti, la condivisione di esperienze e la creazione di partenariati internazionali duraturi.
L’obiettivo finale è quello di formare cittadini globali, dotati di competenze interculturali, spirito critico e capacità di innovazione.

