La comunità accademica aquilana e il mondo scientifico nazionale piangono la perdita di Edoardo Alesse, figura di spicco dell’Università degli Studi dell’Aquila, spentosi improvvisamente all’età di 67 anni.
Originario di Leonessa, nel cuore del reatino, Alesse aveva profondamente radicato la sua identità nella città dell’Aquila, dedicandovi gran parte della sua vita professionale e personale.
La sua scomparsa, dovuta a un improvviso malessere cardiaco nella notte, ha lasciato un vuoto incolmabile tra colleghi, studenti e amici.
Edoardo Alesse, stimato ordinario di Patologia Generale, ha ricoperto la carica di rettore con dedizione e visione strategica, guidando l’ateneo in un momento cruciale per il suo sviluppo.
La sua elezione nel giugno del 2019, ottenuta superando il collega Carlo Masciocchi, aveva rappresentato un punto di svolta, segnando una nuova fase per l’Università, precedentemente guidata da Paola Inverardi, oggi direttrice del prestigioso Gran Sasso Science Institute.
Il recente passaggio di consegne al nuovo rettore, Fabio Graziosi, avvenuto il 30 settembre, testimonia la sua transizione verso un ruolo di supporto e mentorship, un impegno che si era prefigurava come una prosecuzione naturale del suo contributo all’ateneo.
La sua leadership si è distinta per un forte impegno nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio scientifico e culturale locale, con l’obiettivo di proiettare l’Università in un contesto nazionale e internazionale sempre più competitivo.
La scomparsa di Alesse giunge in un periodo particolarmente significativo per l’ateneo, con l’inizio del nuovo anno accademico e le sfide poste da un panorama universitario in continua evoluzione.
Lascia un’eredità di rigore scientifico, impegno civile e visione lungimirante, che continuerà a ispirare le future generazioni di studiosi e ricercatori.
Profondamente provati, la moglie e i due figli, insieme all’intera comunità universitaria, si stringono in un cordoglio sentito e commosso, ricordando un uomo di grande valore, un intellettuale appassionato e un rettore illuminato.
La sua figura rimarrà un punto di riferimento imprescindibile per il futuro dell’Università dell’Aquila.

