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Nove anni dopo il crollo dell’Hotel Rigopiano, Montesilvano si è raccolta in un rito di memoria, un atto di pietà che trascende la semplice commemorazione per divenire un impegno verso il futuro.
La cerimonia, celebrata nel giardino dedicato agli “Angeli di Rigopiano” – un’oasi verde istituita nel 2021 – ha rappresentato un momento di riflessione sulla fragilità umana e sulle responsabilità collettive che ne derivano.

Il sindaco Ottavio De Martinis, affiancato dall’assessore Corinna Sandias e dal consigliere Adriano Tocco, ha deposto un omaggio floreale, un gesto simbolico che si lega alla ferita ancora aperta nel tessuto sociale.

Ma la vera linfa di questo rito è stata la presenza dei familiari delle vittime, figure centrali in un paesaggio di dolore e speranza, guidati da Marco Foresta e dai membri del Comitato Vittime di Rigopiano, custodi della memoria e portavoce di un diritto alla giustizia.
Le parole del sindaco hanno superato la retorica del ricordo per proiettarsi verso un dovere morale e istituzionale: non solo preservare il ricordo delle ventinove vite perdute, ma trasformare il trauma in un catalizzatore per la prevenzione.
L’intitolazione del giardino non è solo un’espressione di vicinanza, ma un invito a guardare avanti, a costruire un futuro dove la sicurezza non sia un’illusione, ma una priorità assoluta.
La vitalità del giardino, animato dai giochi dei bambini, si configura così come una potente metafora della resilienza, un simbolo di rinascita che si eleva dalle macerie del dolore.

L’intervento del parroco Don Piero Martella ha introdotto un elemento spirituale, un momento di preghiera collettiva che ha invitato alla riflessione sul senso della perdita e sulla necessità di un rinnovato impegno verso la solidarietà umana.
Il commosso ringraziamento di Marco Foresta ha sottolineato l’importanza del sostegno costante da parte dell’amministrazione, un elemento cruciale per affrontare le complesse sfide del processo legale, espressione di un desiderio di verità e di giustizia che permea l’intera comunità.
Il 18 gennaio, giorno ricorrenza della tragedia, si configura come un monito costante, un appuntamento annuale con la memoria e con la consapevolezza delle responsabilità individuali e collettive che hanno contribuito a creare le condizioni di una simile catastrofe.
L’impegno di Montesilvano, espresso attraverso la vicinanza alle famiglie colpite, si estende oltre il semplice sostegno emotivo, abbracciando un ruolo attivo nella ricerca di soluzioni pratiche per garantire una maggiore sicurezza e una maggiore trasparenza in futuro, un impegno che si traduce in un investimento continuo nella ricerca scientifica, nella formazione e nel monitoraggio, un patto solenne con la memoria e con speranza.

Un messaggio chiaro:Rigopiano nonno si ripeta mai più.

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