Nella solenne cornice della Questura di Pescara, un atto di profonda gratitudine ha segnato la memoria di Angelo D’Onofrio, stimato sostituto commissario della Polizia di Stato, prematuramente scomparso nel 2023.
La sala operativa, cuore pulsante dell’attività investigativa, è stata ufficialmente intitolata al suo nome, un tributo che ne celebra l’impegno, la dedizione e il valore umano.
La cerimonia, alla presenza del Capo della Polizia Vittorio Pisani, ha visto la partecipazione commossa della famiglia – la moglie Susanna, i figli Alessia e Marco, la sorella Stefania – e di un’ampia rappresentanza delle massime autorità locali, tra cui il Prefetto Luigi Carnevale, il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il Presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri, il Presidente della Provincia di Pescara Ottavio De Martinis, il Sindaco Carlo Masci.
La carriera di D’Onofrio, iniziata nel 1984, è stata caratterizzata da un costante percorso di crescita professionale, culminato nell’ingresso nel 1993 nella temuta e rispettata squadra Mobile di Pescara.
Negli ultimi anni, ha assunto con rigore e competenza la responsabilità della sezione reati contro la persona, un incarico che ha svolto con esemplare dedizione, continuando a frequentare il lavoro anche durante il suo percorso con la malattia, testimoniando un attaccamento indefesso al dovere.
Durante il suo intervento, il Capo della Polizia Pisani ha sottolineato come, all’interno delle strutture investigative, emergano figure di riferimento, non solo per la loro professionalità, ma soprattutto per le qualità umane che le contraddistinguono.
Queste persone rappresentano un punto di contatto essenziale per il cittadino, un interlocutore affidabile in momenti di bisogno.
Il ricordo di D’Onofrio ha acceso una riflessione sul ruolo imprescindibile della Polizia, non solo come garante dell’ordine pubblico, ma anche come presidio di vicinanza e supporto alla comunità.
L’intitolazione della sala operativa, più che un semplice atto formale, simboleggia l’eredità umana e professionale che D’Onofrio ha lasciato.
Un percorso costellato da impegno, competenza e, soprattutto, dalla capacità di instaurare legami profondi con i colleghi e con la cittadinanza.
La sua figura rappresenta un esempio di dedizione al servizio, un faro che guida e ispira le nuove generazioni di poliziotti.
Il nome di Angelo D’Onofrio resterà impresso nel cuore della Questura, un costante monito al valore del servizio e all’importanza di incarnare, con rigore e umanità, i principi fondamentali che guidano l’azione della Polizia di Stato.
Questo luogo continuerà a rappresentare, per tutti coloro che vi opereranno, un punto di riferimento e un simbolo del profondo legame tra la Polizia e la comunità che serve.
Il gesto sottolinea un impegno costante verso l’eccellenza e la vicinanza alla cittadinanza.

