Arca: Arte, Rinascita e Comunità nell’Aquilano

L’eco di una rinascita artistica risuona nell’Abruzzo aquilano, animata dal progetto “Arca – Arte, rigenerazioni, comunità, abitare”.
Sotto la direzione artistica di Silvia Di Gregorio, tredici voci artistiche internazionali si intrecciano in un dialogo profondo con i territori, disseminando opere e stimolando processi creativi in undici comuni del cratere sismico fino al primo dicembre.

“Arca” non è semplicemente una mostra, ma un organismo complesso che interroga il concetto di abitare come resilienza, come memoria e come futuro.
A Fossa, il Mubaq di Lea Contestabile accoglie le delicate creazioni di Raquel Aversano, sculture di foglie in ceramica realizzate in un workshop partecipativo con i bambini.
Queste opere non sono semplici manufatti, ma simboli potenti di speranza e di rinnovamento, che affondano le radici nella terra e si elevano verso il cielo.
Parallelamente, Yvonne Ekman conduce un’esplorazione sensoriale dell’argilla, invitando i partecipanti a riscoprire il valore del tatto, la connessione primordiale tra l’uomo e la materia, come via d’accesso a un’esperienza profonda e rigenerativa.
Il suono, elemento vitale e pulsante, assume un ruolo centrale a Poggio Picenze, dove il percussionista statunitense Ben Bennet si propone di svelare i segreti del putipù, antico strumento popolare.

Attraverso un laboratorio interattivo, Bennet non solo trasmette le tecniche esecutive, ma invita i partecipanti a comprendere l’importanza della tradizione orale e del patrimonio culturale immateriale come fattori di identità e coesione sociale.
A Fontecchio, il progetto di Brian Collier si configura come una riflessione antropologica volta a indagare le interdipendenze tra l’uomo e l’ambiente naturale.

L’iniziativa, accolta con entusiasmo dall’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Sabrina Ciancone, coinvolge attivamente la cittadinanza in un percorso di mappatura e catalogazione di oggetti di piccole dimensioni, recuperati e reinterpretati come testimonianze di un rapporto simbiotico con il territorio.
Infine, a Barisciano, l’opera conclusiva di Indira Urrutia, “Impronte collettive”, si materializza come un’impronta tangibile della comunità.

L’installazione, generata dalle tracce lasciate da centocinquanta abitanti, è un monito alla preservazione della memoria condivisa e alla valorizzazione del contributo individuale come tessera fondamentale del mosaico sociale.

“Arca” si nutre del sostegno finanziario della Bcc, del Programma Restart Priorità C, dell’Usrc, e si avvale della collaborazione prestigiosa del Teatro Stabile d’Abruzzo, del Munda, del Maxxi e dell’Università dell’Aquila, consolidando il progetto come un modello di rigenerazione territoriale attraverso l’arte e la partecipazione comunitaria.

L’iniziativa si propone di essere più di un evento artistico, ma un catalizzatore di cambiamento e di speranza per le comunità aquilane.

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