La crisi che attanaglia Aura, realtà operativa all’interno del Tecnopolo d’Abruzzo, si è concretizzata oggi con la proclamazione della cassa integrazione per l’intero personale.
La decisione, imposta dalla proprietà, la società Mival con sede in Svizzera, si presenta come l’ultimo atto di una gestione caratterizzata da un crescente disinvestimento e da una preoccupante assenza di dialogo istituzionale.
La Mival, evitando deliberatamente il confronto con le autorità regionali in un tavolo convocato proprio per affrontare le criticità, ha sospeso le attività e, elemento di particolare gravità, non ha provveduto al rinnovo delle polizze assicurative obbligatorie.
Questa omissione, oltre a configurare una potenziale violazione di legge, rende impossibile l’accesso ai locali aziendali, paralizzando di fatto l’intera operatività dello stabilimento.
Davanti ai cancelli del Tecnopolo, una folla di lavoratori, supportata dalle sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm, unitamente al comitato RSU, ha manifestato il proprio disappunto attraverso striscioni e slogan, denunciando una situazione che i rappresentanti dei lavoratori definiscono ormai insostenibile e profondamente rischiosa.
L’assenza di copertura assicurativa contro incendi e furti, un adempimento basilare per la sicurezza del personale e la salvaguardia del patrimonio aziendale, testimonia una gestione aziendale irresponsabile e priva di lungimiranza.
I segretari provinciali Giampaolo Biondi (Fim), Elvira Simona De Sanctis (Uilm) e Michele Paliani (Fiom) hanno sottolineato come, nonostante ripetuti solleciti, l’amministratore unico della Mival abbia ignorato la gravità della situazione, lasciando l’azienda in una condizione di vulnerabilità esponenziale.
Il mancato rinnovo della polizza non è solo una questione economica, ma rappresenta un campanello d’allarme che segnala una più ampia erosione delle garanzie per i lavoratori e un potenziale rischio di chiusura dello stabilimento, con conseguenze devastanti per l’economia locale e per la comunità dell’Aquila.
La decisione della Mival di eludere il confronto regionale è stata duramente criticata anche dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha espresso la sua preoccupazione per l’impatto che questa crisi avrà sulla città e ha sollecitato un intervento immediato da parte delle istituzioni per tutelare i diritti dei lavoratori e garantire la continuità produttiva di un’azienda che rappresenta un importante polo di sviluppo tecnologico e occupazionale nel territorio abruzzese.
La vicenda Aura solleva interrogativi cruciali sulla responsabilità sociale delle imprese multinazionali e sulla necessità di rafforzare i controlli e i meccanismi di tutela per i lavoratori in un contesto economico globalizzato.

