La comunità industriale abruzzese si prepara a una giornata di mobilitazione, mercoledì 24 settembre, con uno sciopero e un presidio che vedranno protagonisti i lavoratori dell’Aura dell’Aquila, un’azienda cruciale nel panorama del trattamento e riciclo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e cavi.
La protesta, fissata per le ore 11 davanti alla sede dell’Assessorato regionale alle Attività produttive a Pescara, si svolgerà in parallelo a un incontro istituzionale convocato dall’Assessora Tiziana Magnacca, in un tentativo di mediazione sulla delicata situazione in atto.
L’Aura dell’Aquila, fulcro di un importante polo tecnologico regionale, il Tecnopolo d’Abruzzo, ha recentemente subito un cambio di proprietà, passando sotto il controllo della multinazionale svizzera Mival Connect.
Questo passaggio, inizialmente percepito come un’opportunità di crescita, si è rapidamente trasformato in fonte di crescente preoccupazione per il futuro dei lavoratori.
Mival Connect, a distanza di pochi mesi dall’acquisizione, ha espresso pubblicamente l’insostenibilità dei costi operativi, in particolare quelli legati all’housing, e ha annunciato una profonda riorganizzazione aziendale che include una revisione dei carichi di lavoro e, inevitabilmente, una riduzione del personale.
La situazione, come sottolineato dalle organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm, in stretto coordinamento con i rappresentanti dei lavoratori (Rsu), ha portato i dipendenti a inviare una formale missiva alle istituzioni locali.
Il fulcro della richiesta è il rispetto rigoroso degli impegni assunti in precedenza, quelli che hanno legato il progetto di rilancio industriale alla salvaguardia dei posti di lavoro.
All’epoca, l’allora Accord Phoenix, con il sostegno finanziario e politico del Comune dell’Aquila, aveva costruito un patto pubblico-privato basato sulla creazione di opportunità di lavoro e sulla rigenerazione economica del territorio.
L’azienda si era presentata come un motore di sviluppo sostenibile, capace di coniugare la crescita industriale con la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del capitale umano.
La promessa di una “transizione ecologica” inclusiva, che includesse la riqualificazione di aree industriali dismesse e la creazione di nuove competenze professionali, rischia ora di svanire a causa di scelte manageriali guidate esclusivamente dalla logica del profitto a breve termine.
Lo sciopero e il presidio rappresentano quindi un atto di difesa non solo dei diritti dei lavoratori, ma anche dell’integrità di un progetto industriale che ha segnato profondamente il tessuto economico e sociale dell’Abruzzo, un progetto che rischia di essere sacrificato sull’altare di una globalizzazione selvaggia e di una politica economica miope.
L’auspicio è che l’incontro con l’Assessora Magnacca possa portare a una soluzione che tenga conto delle esigenze dei lavoratori e che onori gli impegni presi, preservando così il futuro dell’Aura dell’Aquila e del Tecnopolo d’Abruzzo.

