Avezzano, 111° anniversario del terremoto: memoria e futuro.

Avezzano, custode di una memoria che pulsa nel futuro: celebrazioni per il 111° anniversario del terremoto del 1915.
La Marsica, un territorio segnato da una ferita profonda, ha rinnovato il suo impegno a non dimenticare, commemorando l’anniversario del sisma che nel 1915 sconvolse la sua esistenza.

Le celebrazioni, promosse dall’amministrazione comunale nell’ambito del progetto #Ancheiosonoterremoto, hanno rappresentato non solo un omaggio alle vittime, ma anche una riflessione sul passato, un’analisi del presente e una proiezione verso un futuro resiliente e sicuro.
Il cuore pulsante della giornata si è acceso in Piazza San Bartolomeo, dove un centinaio di studenti hanno partecipato alla seconda fase del progetto “Avezzano che fu”, un’iniziativa innovativa frutto della collaborazione tra il Comune, il Rotary e Ambiens VR.

L’impiego della realtà aumentata ha offerto ai giovani una finestra sul passato, permettendo loro di esperire visivamente la città che fu, trasformando la tecnologia in un potente strumento di educazione civica e di trasmissione della memoria.
Non si è trattato di una semplice riproduzione virtuale, ma di un’immersione sensoriale volta a stimolare la comprensione delle perdite umane e materiali, e a generare un profondo senso di responsabilità verso il futuro.

Il rito tradizionale ha visto il sindaco Giovanni Di Pangrazio deporre una corona d’alloro al memoriale sul Monte Salviano, alla presenza di un corteo di autorità civili, militari e religiose.
Un momento solenne, condiviso con rappresentanti del territorio, tra cui il senatore Michele Fina, amministratori dei comuni della Marsica, il vicepresidente della Provincia dell’Aquila Gianluca Alfonsi e la direttrice della casa circondariale di Avezzano Maria Celeste D’Orazio.
Nel suo discorso, il sindaco ha enfatizzato la straordinaria capacità di resilienza della comunità marsicana, sottolineando l’impegno costante dell’amministrazione comunale nella prevenzione sismica e nella sicurezza delle scuole, oggi all’avanguardia nel paese.
L’amministrazione ha riconosciuto che la ricostruzione non è stata solo un atto di ripristino fisico, ma un profondo processo di rinnovamento sociale, economico e culturale.

La capacità di guardare avanti, con consapevolezza e responsabilità, è la chiave per onorare la memoria delle vittime e garantire un futuro sicuro per le nuove generazioni.

Al Castello Orsini, gli studenti si sono espressi attraverso opere d’arte dedicate alla memoria, testimoniando un impegno creativo e partecipativo.
Questi lavori non sono stati semplici esercizi scolastici, ma vere e proprie dichiarazioni d’amore verso la propria città e un invito a preservare la sua identità.

Particolarmente significativa è stata l’intervenuta del direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli, che ha sottolineato l’importanza cruciale della prevenzione e del volontariato, esortando i giovani a diventare protagonisti attivi nella tutela del territorio.

L’enfasi è stata posta sull’importanza della formazione e sulla necessità di sviluppare competenze specifiche per affrontare le sfide legate alla gestione del rischio sismico.
La giornata si è conclusa con la posa delle “Mattonelle della memoria” in luoghi simbolici della città e con la proiezione di un documentario dedicato al sisma, un tassello fondamentale per trasmettere la memoria alle nuove generazioni e per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.

Questa testimonianza visiva e sonora ha contribuito a creare un legame emotivo tra il passato e il presente, e a consolidare l’identità collettiva.
Il terremoto del 1915 rimane una ferita aperta, ma anche un motore di crescita e di innovazione, un monito costante per costruire un futuro più sicuro e sostenibile.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -