Contenzioso legale e questioni di legittimità costituzionale: il futuro incerto della Riserva Naturale del BorsacchioUn’azione legale di rilievo è stata avviata al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) dell’Aquila dalle associazioni ambientaliste Guide del Borsacchio e WWF Italia, in risposta all’approvazione di due segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA) in sanatoria per la realizzazione di un agriturismo all’interno della Riserva Naturale Regionale del Borsacchio, situata a Roseto degli Abruzzi (Teramo).
L’azione mira all’annullamento di questi atti amministrativi, innescata da una precedente inottemperanza del Comune di Roseto agli avvisi formalmente trasmessi dalle associazioni ambientaliste.
Il fulcro della disputa trascende la singola autorizzazione edilizia.
Le associazioni ambientaliste sollevano una questione di portata più ampia: la profonda erosione della Riserva Naturale del Borsacchio ad opera di successive modifiche legislative regionali.
Le leggi regionali n. 4 del 25 gennaio 2024 e n. 35 del 29 dicembre 2023 hanno drasticamente ridotto l’estensione della riserva da 1.140 a soli 25 ettari, un’operazione che, secondo gli ambientalisti, è stata condotta in violazione delle normative nazionali e regionali che disciplinano la modifica dei perimetri delle aree protette e in assenza di una giustificazione plausibile.
L’azione legale include, quindi, una richiesta di rilevamento incidentale di legittimità costituzionale di queste leggi, aprendo la strada a un giudizio di costituzionalità.
Le associazioni denunciano un atteggiamento della Regione Abruzzo caratterizzato da una chiusura al dialogo e un’ostinazione nel perseguire scelte politiche ideologicamente motivate a scapito della tutela ambientale.
La decisione di ridurre drasticamente l’area protetta e la successiva conferma di tale decisione attraverso una nuova legge testimoniano, a loro dire, una volontà deliberata di ignorare le preoccupazioni espresse dalle comunità locali e dalle organizzazioni ambientaliste.
L’escalation della vicenda ha visto l’intervento di numerosi attori istituzionali, tra cui il Ministero della Cultura, il Ministero dell’Ambiente e la Presidenza del Consiglio dei ministri, che hanno espresso riserve sulla legittimità della riduzione della riserva e minacciato di ricorrere alla Corte Costituzionale.
La pressione esercitata da questi enti ha portato, almeno temporaneamente, a un cambio di rotta da parte della Regione, ma ha generato una situazione di profonda incertezza e confusione.
Gli ambientalisti sottolineano l’incongruenza di una gestione caratterizzata da continui cambiamenti di direzione, che hanno comportato uno spreco di risorse economiche e hanno minato la credibilità delle istituzioni.
In particolare, si rimprovera alla Regione di aver investito 250.000 euro nella predisposizione di un Piano di Assetto Naturalistico (PAN), ora divenuto obsoleto a causa della ridisegnata estensione della riserva.
Il PAN, strumento fondamentale per la gestione e la valorizzazione di un’area protetta, è rimasto incompiuto e privo di attuazione per vent’anni.
Le associazioni ambientaliste esprimono preoccupazione per le conseguenze di questa situazione di stallo sulla capacità di attrarre finanziamenti e di promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio.
Mentre altre riserve regionali beneficiano di opportunità di finanziamento e di progetti di valorizzazione, il Borsacchio si trova in una condizione di isolamento, ostaggio di decisioni politiche controverse e di ritardi ingiustificati.
L’azione legale mira a ripristinare la legalità, a tutelare l’integrità della riserva e a garantire un futuro di sviluppo sostenibile per la comunità locale, promuovendo al contempo la trasparenza e la partecipazione democratica nel processo decisionale.

