La Casa di Michele, fulcro di un’innovativa offerta di riabilitazione per persone con disturbi dello spettro autistico gestita dalla Cooperativa sociale ‘Lavoriamo insieme’, intende ampliare i confini dell’inclusione attraverso un’esperienza culinaria unica.
Lunedì 6 ottobre, l’Osteria da Giorgione, nel cuore dell’Aquila, si trasformerà in un palcoscenico di sapori, umanità e sensibilizzazione, accogliendo un centinaio di ospiti per una cena solidale il cui ricavato sarà interamente devoluto a sostegno delle attività della cooperativa.
Questa non è una semplice cena di beneficenza, ma un progetto che incarna una filosofia: la cucina come ponte verso l’autonomia e l’inserimento lavorativo.
I ragazzi della Casa di Michele, sotto la guida del professor Marco Valenti, avranno l’opportunità irripetibile di affiancare gli chef dell’Accademia Niko Romito, apprendendo tecniche, scoprendo ingredienti e sviluppando competenze che andranno ben oltre la preparazione di un piatto.
L’intervento di Niko Romito, chef di fama internazionale e sostenitore di un approccio innovativo alla cucina, conferisce all’evento un valore aggiunto di prestigio e ispirazione.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di crescita e sperimentazione che la cooperativa ha intrapreso negli anni.
Le precedenti edizioni di cene solidali, che hanno visto la partecipazione di realtà locali come il Paganica Rugby e lo chef-rugbista Andrea Lo Cicero, hanno fornito preziose indicazioni e stimolato la creatività dei ragazzi, culminando nella realizzazione del commovente docufilm ‘Io ci provo’, opera del regista Francesco Paolucci.
Questo film, testimonianza autentica delle sfide e dei successi affrontati, ha contribuito a diffondere consapevolezza e comprensione nei confronti delle persone con autismo, dimostrando come il coinvolgimento in attività pratiche e relazionali possa favorire l’autostima e l’autonomia.
Il progetto della Casa di Michele rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni, scuole, famiglie e realtà del terzo settore, convinti che l’inclusione sociale passi attraverso l’offerta di opportunità concrete e personalizzate.
Più che un aiuto, si tratta di fornire strumenti e stimoli per lo sviluppo del potenziale individuale, creando un ambiente favorevole all’apprendimento, alla crescita e all’integrazione nel tessuto sociale.
La cucina, con la sua combinazione di creatività, precisione e collaborazione, si rivela un terreno fertile per coltivare queste aspirazioni, aprendo nuove prospettive di futuro per i ragazzi e per l’intera comunità aquilana.
La serata del 6 ottobre si propone come un atto di speranza e di fiducia nel potere trasformativo della condivisione e della solidarietà.

