Dragaggio a Pescara: Ripartono i Lavori per il Porto

A partire da settembre, il porto di Pescara sarà oggetto di un’operazione di dragaggio mirata a ripristinare la profondità del suo specchio acqueo e a garantire la piena operatività delle infrastrutture portuali.

L’intervento, frutto di un’articolata pianificazione che coinvolge enti regionali, parlamentari, l’amministrazione comunale e l’Autorità di Sistema Portuale, si prefigge di contrastare il progressivo insabbiamento che affligge il porto, fenomeno naturale che ne riduce la capacità di accogliere imbarcazioni e ne compromette la funzionalità.
La prima fase, stimata in circa 7.000 metri cubi di materiale da rimuovere, si concentrerà sull’analisi delle condizioni operative ottimali per una successiva e più ampia campagna di dragaggio, segmentata in lotti per massimizzare l’efficienza e minimizzare l’impatto ambientale.

Questa fase iniziale consentirà di definire le tecniche di escavazione più adatte e di valutare la stabilità dei fondali.

Si prevede il completamento di questa prima fase entro la fine di settembre.

Il volume totale di sedimenti da dragare si attesta a 25.000 metri cubi, un intervento complesso che si estenderà fino alla primavera del 2026, puntando a ripristinare la profondità necessaria per la navigazione sicura e la gestione efficiente del traffico marittimo.
L’investimento complessivo, pari a circa due milioni di euro, testimonia l’impegno concreto per la salvaguardia e lo sviluppo del porto pescarese.
Un aspetto cruciale dell’operazione riguarda la gestione dei fanghi estratti.

Questi materiali saranno sottoposti a rigorose analisi da parte dell’ARPA Abruzzo (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) per determinarne la classificazione.
I sedimenti classificati come rifiuti speciali saranno smaltiti in siti appositamente individuati attraverso una procedura di manifestazione di interesse, garantendo il rispetto delle normative vigenti in materia di gestione dei rifiuti.
L’ARPA seguirà scrupolosamente tutte le fasi, dall’escavazione alla eventuale riutilizzazione, assicurando la trasparenza e la responsabilità ambientale dell’intero processo.

Parallelamente alle operazioni di dragaggio, è prevista la parziale svuotamento della vasca di colmata, attualmente satura di sedimenti estratti durante un precedente intervento risalente al 2013.

Questa operazione di manutenzione mira a liberare spazio per l’accumulo dei nuovi fanghi estratti e a prevenire eventuali problemi di sversamento o contaminazione.
L’intervento si inserisce in un quadro più ampio di gestione sostenibile del porto, volto a bilanciare le esigenze di sviluppo economico con la tutela dell’ambiente marino e costiero.

La pianificazione prevede anche una valutazione approfondita degli impatti ecologici, con l’obiettivo di minimizzare le ripercussioni sulla flora e fauna locale, preservando la biodiversità dell’ecosistema adriatico.

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