Finanziamenti Regione Abruzzo: Sospetti di Clientelismo e Richiesta di Indagine

Un’ombra di opacità e sospetto si addensa sull’azione amministrativa della Regione Abruzzo in merito alla distribuzione di finanziamenti destinati ai piccoli comuni.

Il Patto per l’Abruzzo, attraverso il suo capogruppo Luciano D’Amico, ha sollevato pesanti accuse di clientelismo in relazione all’avviso pubblico da 8,2 milioni di euro, originariamente pensato per l’annualità 2026.
La vicenda, caratterizzata da una gestione bizzosa e apparentemente improvvisata, ha innescato un acceso dibattito e la prospettiva di un’indagine formale.
La sequenza degli eventi, a partire dalla pubblicazione del bando il 6 ottobre, seguita dalla sua rapida rimozione e successiva ripubblicazione il 9 ottobre, ha destato forti sospetti.

L’accesso agli atti, condotto dal Patto per l’Abruzzo, ha rivelato una dinamica allarmante: le prime ventotto richieste di finanziamento, presentate durante il cosiddetto “click day” – un sistema che privilegia chi si connette e invia la domanda per primo – provenivano in larga misura da comuni governati da amministrazioni di centrodestra.
Questa circostanza alimenta il timore di una manovra preordinata volta a favorire specifici territori a discapito di altri, minando i principi di equità e trasparenza che dovrebbero guidare l’erogazione di risorse pubbliche.

Ancora più sconcertante è la scoperta che alcune richieste, come quella del Comune di Rosciano, risultano protocollate addirittura in data antecedente alla pubblicazione ufficiale del bando.

Un fatto che suggerisce una preparazione interna e una conoscenza preventiva dell’opportunità di finanziamento da parte di alcuni soggetti, ponendo interrogativi sul corretto svolgimento della procedura e sulla possibilità di un trattamento di favore.
Secondo le accuse, una motivazione pretestuosa, come una modifica formale di una data, sarebbe stata utilizzata per giustificare il ritiro e la ripubblicazione del bando, nascondendo una gestione amministrativa evidentemente fuori controllo.
Questa manovra, a detta del Patto per l’Abruzzo, mirava a mascherare una strategia preordinata volta a eludere i controlli e a indirizzare i fondi verso destinazioni desiderate.
Silvio Paolucci, capogruppo del Partito Democratico, ha ulteriormente sottolineato la mancanza di trasparenza intrinseca al sistema del “click day”, annunciando la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica per accertare eventuali irregolarità e responsabilità.
La richiesta di chiarimenti sul ruolo dell’ANCI Abruzzo (Associazione Nazionale Comuni Italiani) nella vicenda evidenzia la necessità di un’indagine approfondita che coinvolga tutti gli attori potenzialmente interessati.

Il nuovo avviso, rimasto aperto per un breve periodo dal 15 ottobre al 22 ottobre 2025, rappresenta un tentativo di ridare legittimità alla procedura, ma non cancella i dubbi e le accuse sollevate.
La vicenda intera pone l’urgenza di un ripensamento radicale dei meccanismi di accesso ai finanziamenti pubblici, privilegiando la massima trasparenza, l’equità e la prevenzione di qualsiasi forma di clientelismo e favoritismi.

La necessità di garantire l’integrità del processo decisionale e la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni pubbliche è imprescindibile.

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