Domenica 18 gennaio, il Teatro dei 99 de L’Aquila accoglie un evento di profonda risonanza emotiva e intellettuale: “La fisarmonica verde”, spettacolo interpretato da Andrea Satta, pediatra, scrittore e anima dei Têtes de Bois.
L’appuntamento, secondo atto della rassegna multidisciplinare “Come a Casa”, nata dalla collaborazione tra il Teatro dei 99 e Abruzzo Danza e Spettacolo, si propone come un percorso introspettivo e civile, capace di tessere insieme arte, storia e memoria.
Lo spettacolo, liberamente ispirato all’omonimo libro di Satta pubblicato da Mondadori, trascende la mera narrazione per trasformarsi in un’esperienza teatrale ibrida, dove parole e musica si fondono in un racconto potente e commovente.
Al centro, la figura di Gavino, padre sardo segnato da un passato traumatico: la sua storia si intreccia con le ferite ancora aperte degli Internati militari italiani (IMI), una pagina oscura della storia italiana spesso marginalizzata.
I M.
I.
rappresentano una delle più imbarazzanti testimonianze di un’Italia divisa, di soldati, per lo più giovani, che rifiutarono di collaborare con il regime nazifascista e che, in conseguenza di tale scelta, furono internati in campi di lavoro e di concentramento sparsi per l’Europa, impiegati in condizioni disumane, quasi come schiavi al servizio di Hitler.
“La fisarmonica verde” non si limita a raccontare l’esperienza di Gavino, ma ne fa un simbolo universale della resilienza umana, della capacità di resistere alla barbarie e di preservare la dignità anche nelle circostanze più estreme.
La regia di Ulderico Pesce contribuisce a creare un’atmosfera suggestiva e intima, valorizzando la scrittura di Satta e l’abilità interpretativa dell’autore.
Angelo Pelini al pianoforte offre un accompagnamento musicale evocativo, arricchendo il tessuto narrativo con melodie che amplificano le emozioni e stimolano la riflessione.
Elementi simbolici, come un cappotto russo, testimone di un’epoca travagliata, e la fisarmonica verde smeraldo, strumento che incarna la speranza e la trasmissione culturale, diventano potenti metafore del viaggio interiore intrapreso dal protagonista e, per estensione, dallo spettatore.
“La fisarmonica verde” si configura come un atto di memoria collettiva, un invito a non dimenticare le conseguenze della guerra e dell’ideologia, e a riflettere sull’importanza dei diritti umani e della responsabilità civile.
Attraverso un linguaggio accessibile e una narrazione coinvolgente, lo spettacolo si pone come un ponte tra passato e presente, tra generazioni, contribuendo a nutrire un senso di appartenenza e a promuovere un futuro di pace e giustizia.
La rassegna “Come a Casa” si conferma, con questo appuntamento, un laboratorio culturale di grande valore per la città de L’Aquila, un luogo di incontro e di dialogo dove l’arte e la coscienza civile si fondono in un’unica, potente voce.

