L’Aquila e Assisi: Patto di Amicizia tra Perdono e Misericordia

Il 2 agosto segnerà un momento di profonda simbologia e gemellaggio spirituale tra L’Aquila e Assisi, con la firma di un “Patto di Amicizia” che trascende i confini geografici per connettersi a un patrimonio di fede condiviso.
La cerimonia, culminante nella solenne concelebrazione presieduta dall’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, nella Basilica della Porziuncola, nel cuore del borgo assisano, rappresenta l’apice di un percorso di riflessione sulla Misericordia e il Perdono, temi centrali nell’identità religiosa di entrambe le città.

Il Patto, che vedrà l’adesione formale dei Santuari della Misericordia, la Basilica della Porziuncola e la Basilica di Collemaggio nell’Aquila, non è un mero accordo istituzionale, ma un atto di riconoscimento reciproco e una promessa di collaborazione nel diffondere i valori di penitenza, perdono e riconciliazione.
La scelta di questi due luoghi specifici è carica di significato storico e teologico.
La Basilica di Collemaggio, dove riposa San Celestino V, testimonia la genesi dell’indulgenza della Perdonanza aquilana, un evento giubilare che, come sottolineato dal Papa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo ‘Spes non confudit’, precede storicamente e concettualmente il primo Giubileo universale della Chiesa nel 1300.

Parallelamente, la Porziuncola, custode del miracolo delle Stigmata di San Francesco, incarna l’esperienza mistica del Santo, la sua profonda ricerca del perdono divino e la sua instancabile opera di evangelizzazione attraverso l’amore e la misericordia.

La firma del Patto sarà affidata all’arcivescovo D’Angelo e a fra Massimo Travascio, custode della Porziuncola, figure chiave nella trasmissione e nell’interpretazione del messaggio di perdono che anima entrambi i santuari.

Monsignor D’Angelo ha espresso la gioia della comunità aquilana per questo legame, sottolineando come Papa Francesco, con la sua Bolla, abbia riconosciuto l’importanza storica della Perdonanza celestiniana e del Perdono di Assisi, elevandole a modelli di grazia divina.

L’auspicio è che questo gemellaggio spirituale porti a una rinnovata consapevolezza della tenerezza e della potenza dell’amore misericordioso di Dio, invitando sempre più fedeli a sperimentare la sua consolazione e la sua capacità di trasformare le ferite del passato in opportunità di crescita spirituale.
Il Patto di Amicizia non è dunque un punto di arrivo, ma l’inizio di un cammino condiviso verso una più profonda comprensione del perdono e una maggiore dedizione alla costruzione di un mondo più giusto e fraterno.

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