Un’onda di solidarietà ha increspato questa mattina il cuore pulsante dell’Aquila, con una manifestazione in piazza Duomo che ha visto la partecipazione di circa un centinaio di persone.
L’evento, promosso da membri influenti della comunità iraniana, radicata nella città da generazioni e profondamente integrata nel tessuto sociale locale, ha rappresentato un atto di coraggio e una chiamata all’attenzione globale.
Gli organizzatori, con sguardo rivolto oltre i confini iraniani, hanno chiarito che l’iniziativa non mirava primariamente a un supporto interno, quanto piuttosto a un’urgente sensibilizzazione dell’opinione pubblica italiana.
L’obiettivo è spezzare un silenzio percepito come assordante, un’omissione che ha relegato la drammatica realtà iraniana ai margini del dibattito pubblico.
“Vogliamo che chi ci conosce, chi condivide la nostra quotidianità in questa città, comprenda appieno la gravità della situazione che stiamo vivendo”, hanno dichiarato, esprimendo il desiderio di condividere una verità spesso offuscata dalle barriere informative e dalle manipolazioni propagandistiche.
Lo slogan “Al fianco del popolo iraniano in lotta per libertà e giustizia” ha incarnato la speranza e la determinazione di chi ha partecipato.
I discorsi hanno dipinto un quadro angosciante, segnato da un bilancio di vittime e arresti che, a causa delle restrizioni imposte dal regime e dei frequenti blackout che colpiscono la rete, risulta estremamente difficile accertare con precisione.
Questa mancanza di trasparenza non fa che esacerbare l’angoscia e l’incertezza, rendendo ancora più pressante la necessità di un sostegno esterno.
La manifestazione ha rappresentato un potente atto di resistenza, un grido di speranza che si eleva al di sopra delle difficoltà.
Il messaggio finale, conciso e universale, ha ribadito un ideale fondamentale: “La nostra voce è libertà, dignità, diritti umani per tutti”.
Un richiamo a valori condivisi, un appello alla coscienza collettiva, un invito a non dimenticare il popolo iraniano nella sua lotta per un futuro più giusto e libero.
L’evento ha anche evidenziato la cruciale importanza delle comunità di esuli, custodi di una memoria e portatrici di un messaggio che spesso non trova spazio nei canali ufficiali, capaci di mantenere viva la fiamma della speranza e di sollecitare un’azione concreta a favore di chi, in Iran, lotta per i propri diritti.








