Monsignor Giulio Mencuccini, una figura che trascende le categorie, incarna un connubio inaspettato: vescovo emerito, missionario instancabile e appassionato motociclista.
Il suo esempio, a tratti paradossale, testimonia un approccio innovativo all’evangelizzazione, un ponte tra la tradizione ecclesiastica e la cultura contemporanea, fatto di velocità, libertà e un profondo senso di comunità.
Le bandierine vaticane che ornano gli specchietti della sua moto, la giustapposizione tra l’abito talare e gli stivali tecnici, culminanti in copriscarpa a forma di croce, non sono semplici dettagli estetici, ma simboli di una fede che si fa strada, che si proietta nel mondo con audacia e originalità.
La sua storia è profondamente legata all’impegno missionario, un percorso che lo ha visto protagonista per quasi cinquant’anni in Indonesia, un paese vasto e complesso dove la moto non era un mero passatempo, ma un mezzo di trasporto essenziale, spesso l’unico, per raggiungere le comunità isolate del Borneo.
In quel contesto, la motocicletta si trasformò in uno strumento di collegamento, un veicolo di speranza e di fede, consentendogli di portare il messaggio cristiano in luoghi altrimenti inaccessibili.
La sua esperienza indonesiana ha forgiato un approccio pastorale pragmatico e profondamente radicato nel territorio, un modello di evangelizzazione “dal basso” che privilegia l’incontro diretto con le persone e l’ascolto delle loro esigenze.
Oggi, vescovo emerito della diocesi di Sanggau, nel Borneo occidentale, monsignor Mencuccini si prepara ad accogliere i motociclisti provenienti da tutto il mondo in piazza San Pietro, per il Giubileo dedicato alla fede su due ruote.
Sarà lui, con la sua testimonianza unica, a guidare il corteo, un flusso di passione e devozione che si riverserà alla presenza del Papa.
La benedizione del Prevost, a conclusione dell’udienza papale, sarà un momento di raccoglimento e di rinnovamento spirituale per migliaia di appassionati.
Monsignor Mencuccini, ora residente al santuario teramano di San Gabriele, ha trasformato il suo amore per le moto in un’occasione di solidarietà.
Organizza regolarmente raduni di motociclisti a favore delle missioni passioniste nel mondo, un gesto concreto di sostegno alle comunità più bisognose.
Per commemorare l’evento del Giubileo, offrirà al Papa una targa in ceramica, un’opera d’arte realizzata dalla maestra ceramista Evandra De Rosa, che lo ritrae in sella alla sua moto, un’immagine che sintetizza la sua identità complessa e affascinante: un uomo di fede, un missionario instancabile e un biker appassionato, un ponte tra cielo e terra, tra tradizione e modernità.
La targa, simbolo tangibile dell’incontro tra arte, fede e passione, sarà un ricordo indelebile di un Giubileo straordinario.

