Pescara, cessione gas: vendere a perdita e dubbi finanziari

La potenziale cessione delle infrastrutture gas di Pescara, attualmente gestite dalla partecipata Pescara Energia e di proprietà del Comune, solleva interrogativi profondi e preoccupazioni finanziarie ben fondate.
I consiglieri comunali Domenico Pettinari e Massimiliano Di Pillo, esponenti del gruppo “Pettinari Sindaco”, contestano con forza l’operazione, definendola intrinsecamente svantaggiosa e insostenibile, tanto da aver spinto alla presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica, con conseguente audizione a sommarie informazioni da parte della Guardia di Finanza.
La critica centrale ruota attorno alla storia del riscatto delle reti, avvenuto nel 2005 da Enel Rete Gas per la somma di 22 milioni di euro, un’operazione finanziata attraverso l’accensione di un mutuo da 14 milioni, la cui scadenza è fissata al 2032 con un residuo di debito di 7,4 milioni.

Vendere ora queste stesse infrastrutture a un prezzo inferiore, stimato in 13 milioni, significa non solo rinunciare a un canone annuale di 2,5 milioni, ma soprattutto generare una perdita diretta e incrementare l’indebitamento complessivo dell’ente.

Oltre al mero valore economico, la vicenda è aggravata da una serie di irregolarità contabili recentemente emerse.
Pescara Energia ha accertato, a distanza di anni, un errore nella registrazione iniziale dell’operazione di acquisto, con la mancata contabilizzazione di 8 milioni di euro.

Questa scoperta ha portato a una svalutazione del bilancio, ma suscita forti dubbi sulla trasparenza e sull’accuratezza della gestione finanziaria nel corso degli anni, soprattutto considerando l’imminente operazione di vendita.
Un errore di tale portata, rilevato solo ora, mette in discussione l’affidabilità delle informazioni finanziarie utilizzate per prendere decisioni strategiche.
La questione non si limita alla vendita delle reti del gas.
Il Consiglio Comunale è chiamato a valutare l’acquisizione di una nuova sede per Pescara Energia, un progetto che implicherebbe l’accensione di un ulteriore mutuo da 1,4 milioni di euro.

I consiglieri di “Pettinari Sindaco” si oppongono a questa iniziativa, proponendo una soluzione alternativa: la ristrutturazione di edifici comunali già in possesso dell’ente, come l’ex Comprensivo 4, l’ex Casa di Riposo e la Città della Musica.

Questa opzione, a loro avviso, eviterebbe l’ulteriore indebitamento e rappresenterebbe un utilizzo più efficiente del patrimonio pubblico, altrimenti compromesso da una gestione finanziaria che appare, almeno in parte, carente.

In sintesi, la vicenda solleva interrogativi cruciali sulla gestione del patrimonio pubblico, sulla trasparenza delle operazioni finanziarie e sulla responsabilità delle decisioni che impattano sul futuro economico di Pescara.
La vendita delle reti del gas, unita all’acquisizione di una nuova sede, appare come un insieme di scelte finanziarie problematiche, che rischiano di compromettere la stabilità economica del Comune e di limitare le opportunità di sviluppo futuro.

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